Covid, Bassetti: "La terza ondata potrebbe arrivare dalla prossima settimana"

di Marco Innocenti

"Il 13% dei contagi a Genova presenta già la variante inglese: nessun aumento della contagiosità o dell'aggressività del virus"

"Pochi minuti fa è arrivata l'ordinanza del ministro Speranza - ha detto GIovanni Toti nel corso del punto stampa di aggiornamento covid - che per i prossimi 14 giorni a partire da domenica mattina assegna la Liguria in zona arancione. E' una decisione che è appannaggio del ministro e pertanto ne prendiamo atto senza poter in alcun modo intervenire. Voglio solo dire che nelle interlocuzioni avute col ministro, abbiamo più volte dettagliato la situazione di regione Liguria che ha un Rt superiore a 1, ma è un po' la media di Trilussa: ci sono zone dove l'Rt è più basso e poi c'è l'area di Sanremo e Ventimiglia che, risentendo della pressione di oltre confine, ha inciso sulla media regionale. Avevamo propostosoluzioni diversificate per aree della regione visto che a Ponente pensiamo da giorni serva una stretta, tuttavia la legislazione nazionale non prevede diversificazione e così il governo ha messo in arancione tutta la regione per 14 giorni. Vi è anche una diffusa preoccupazione sull'effetto varianti, sia inglese che sudafricana. Abbiamo registrato varianti inglesi anche in Liguria e sono varianti la cui capacità di diffusione non è noto pertanto c'è stato un elemento di prudenza nella scelta fatta dal Cts".

"Ho chiesto al ministro - ha specificato Toti - di poter far scattare le ordinanze alla sera della domenica, che è anche San Valentino, visto il valore per ristoranti e certe attività economiche di quella giornata è importante. Anche su questo la risposta del governo è stata negativa perché il dettato normativo nazionale prevede che la nuova fascia di rischio entri in vigore a 24 ore dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, cosa che avverrà fra pochi minuti. La regione, lo chiarisco, non può fare nulla. L'unica cosa è rispettare le leggi anche quando siamo parzialmente d'accordo, sperando che questa sia una delle ultime volte. Oggi sono cominciati i vaccini della fase 1 allargata - ha concluso Toti - Ha fatto da testimonial l'architetto Renzo Piano, per invogliare, convincere e rassicurare le persone anziane che ancora avessero qualche dubbio". 

A spiegare quali sono state le ragione del passaggio in arancione della nostra regione è il professor Filippo Ansaldi, responsabile prevenzione di Alisa: "L'andamento dei nuovi casi - ha detto - nelle ultime 2 settimane è rimasta costante. Il quadro però è molto eterogeneo fra le province: a Genova, La Spezia e Savona tende forse addirittura leggermente a diminuire mentre abbiamo incidenza decisamente superiore a Imperia. In Liguria è di 2 casi ogni 10mila abitanti al giorno, a Imperia oscilla fra 3 e 4 casi su 10mila. Per capirne le ragioni, basta guardare una cartina della Francia dove la circolazione più intensa del virus è nell'area della Costa Azzurra con cui la provincia di Imperia ha maggiori rapporti, specialmente nei distretti di Ventimiglia e Sanremo".

"L'aumento della circolazione in Asl 1 determina anche un aumento della pressione ospedaliera nella stessa Asl. Nelle altre Aziende invece la pressione ospedaliera sta piano piano scendendo. L'effetto globale di questa situazione è che abbiamo una discesa molto lenta della pressione regionale. Possiamo dire che dal report la nostra capacità di monitoraggio è assolutamente a posto. Abbiamo un effetto globale di trasmissione aumentata e un Rt attualmente a 1,08, invece la pressione dei nostri ospedali è sotto soglia sia in area medica che in terapia intensiva. E' uno scenario di tipo 2, cioé con un Rt superiore a 1 con un rischio complessivo moderato sul nostro sistema sanitario facendo finire la Liguria in zona arancione".

Ha poi preso la parola anche Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive del San Martino: "Si chiude una settimana tranquilla - ha detto - A livello della clinica di malattie infettive abbiamo organizzato gli argini. Non si sa come andranno le cose ma potrebbe esserci una ripresa dei contagi nelle prossime settimane e quindi ci siamo attrezzati rifacendo alcune cose fatte a febbraio marzo dello scorso anno: abbiamo rinforzato il contingente della medicina territoriale e di collaborazione con i pronto soccorsi. Abbiamo cercato di lavorare per le prossime 4/6 settimane che saranno strategiche. Se ci sarà la terza ondata di cui tanto parliamo, dovrebbe raggiungere anche la nostra regione tra questa settimana e le prossime 4/6 settimane. Ci siamo quindi preparati a un eventuale aumento dei contagi".

"Dal punto di vista clinico - ha aggiunto - ci risulta che la circolazione della variante inglese a Genova ha raggiunto circa il 13%. Posso quindi rassicurarvi perché, siccome parte di questi pazienti contagiati dalla variante inglese è stata ricoverata nei nostri ospedali, non abbiamo avuto alcun aumento dell'aggressività del virus. Pur con una buona circolazione di queste varianti non abbiamo avuto un aumento significativo dell'aggressività e, devo dire, nemmeno della contagiosità. Per quanto riguarda poi gli anticorpi monoclonali, abbiamo fatto una simulazione per vedere chi dei pazienti seguiti a domicilio poteva seguire questa cura e abbiamo visto che, solo nella prima settimana, avremmo avuto una decina di candidati. Abbiamo un protocollo, la collaborazione con i medici di medicina generale e un percorso già studiato su come si potrebbero fare questi anticorpi monoclonali quindi attendiamo solo il via libera della struttura commissariale a fornirci i farmaci necessari".