Coronavirus Genova, Cremonesi: "I pronto soccorso stanno andando in sofferenza"

di Alessandro Bacci

Il segretario dell'Ordine dei Medici genovese: "Il rischio dell'emergenza è reale, cittadini siate responsabili e insieme vinceremo la guerra"

I numeri dell'emergenza coronavirus in Liguria tornano a preoccupare. A lanciare un appello ai cittadini è Paolo Cremonesi, primario dell'ospedale Galliera di Genova e nuovo Segretario dell'ordine dei Medici di Genova: "Sono tre settimane che i numeri dei pazienti affetti da covid stanno aumentando. I pronto soccorso stanno andando in sofferenza. È assolutamente necessario che i cittadini utilizzino in modo responsabile i nostri servizi di emergenza. Se c'è un evento acuto si chiama il 112 e si viene portati in uno dei pronto soccorso della nostra regione. Se ci sono dei sintomi modesti, ad esempio la classica febbre a 37,5, si deve chiamare assolutamente il medico di famiglia che è il primo a conoscere i suoi pazienti, a lavorare sul territorio e a decidere la terapia o eventuali accertamentei da fare. Non presentarsi assolutamente al pronto soccorso perchè così vengono intasati e questo causa un danno a tutti coloro che hanno una situazione di emergenza. Oltretutto la gente aspetta delle ore inutilmente quando potrebbe avere un servizio migliore dal proprio medico di famiglia."

Che cosa si aspetta nelle prossime settimane? "Basta guardare i dati, siamo in aumento, il rischio è quello della sovrapposizione con i virus parauinfluenzali e, quando arriverà, del virus influenzale. Una maggior difficoltà e lunghezza all'approccio terapeutico a questi pazienti, un maggior afflusso agli ospedali sapendo che le risorse sono limitate. Gli ospedali devono essere filtrati dal medico di famiglia e utilizzati quando veramente la situazione è di vera urgenza ed emergenza. Gli ospedali devono smaltire anche le liste d'attesa dovute a mesi di rallentamento a causa del covid-19."

Il rischio di un'emergenza come a marzo? "Il rischio dell'emergenza c'è ed è reale, come marzo ci auguriamo tutti di no. I numeri sono in aumento, speriamo che non ci sia un'altra esplosione ma per far sì che questo rischio non ci sia occorre che i cittadini abbiano un atteggiamento responsabile. Serve un patto tra parte sanitaria e cittadini, tutti assieme riusciremo a vincere questa guerra ma occorre un forte senso di responsabilità."