Il Comune di Genova aderisce all'iniziativa "Progettare Cultura per il Territorio 2027"

di Claudio Baffico

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Il Comune di Genova aderisce all'iniziativa "Progettare Cultura per il Territorio 2027"
Coniugare la formazione professionale dei giovani e delle donne con la rigenerazione urbana e la partecipazione attiva dei cittadini. È questo l'obiettivo con cui la Giunta comunale ha approvato l'adesione del Comune di Genova, in qualità di partner istituzionale, alla quinta edizione del progetto "Progettare Cultura per il Territorio 2027".
L'iniziativa, promossa dall'impresa sociale e think tank Dialoghi d'Arte S.r.l., è sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell'ambito delle sue storiche linee guida per il lavoro culturale. La delibera è nata dalla sinergia tra l'assessora all'Urbanistica Francesca Coppola, l'assessore al Patrimonio e Decentramento Davide Patrone e l'assessore alla Cultura Giacomo Montanari.
«La cultura è un motore della rigenerazione sociale e urbana – afferma l'assessore alla Cultura Giacomo Montanari - Aderire a Progettare Cultura per il Territorio 2027 significa dare ai giovani e alle donne gli strumenti concreti per diventare protagonisti del cambiamento, mettendo le loro competenze al servizio dei quartieri. Attraverso questa sinergia virtuosa con Dialoghi d'Arte e Fondazione Compagnia di San Paolo, formiamo i professionisti di domani e innestiamo nuova linfa vitale nel tessuto cittadino, trasformando le idee in progetti sostenibili capaci di valorizzare la nostra identità e i nostri spazi comuni».
«La pianificazione urbanistica moderna non può prescindere da una visione integrata e immateriale dello spazio pubblico – sottolinea l'assessora all'Urbanistica Francesca Coppola –. Con questo progetto portiamo la progettazione culturale dentro i processi di trasformazione fisica della città, applicando concretamente il modello della "Città dei 15 minuti". Non parliamo solo di ridisegnare aree urbane, ma di innestare funzioni vitali e servizi di prossimità che rispondano ai bisogni reali dei quartieri. Il contributo metodologico dei corsisti sarà un prezioso laboratorio di sperimentazione per le nostre politiche di pianificazione».
«Valorizzare il patrimonio pubblico significa restituirgli una funzione sociale ed economica centrale, soprattutto nelle aree meno centrali – dichiara l'assessore al Decentramento e Patrimonio Davide Patrone –. Attraverso il decentramento e l'ascolto dei territori, vogliamo che i beni comuni diventino hub di innovazione sociale. Questo percorso formativo permette di attivare una gestione condivisa del patrimonio, dove i contenitori vuoti o sottoutilizzati si riempiono di contenuti culturali pensati da e per la comunità, innescando processi di micro-economia locale autosufficienti e duraturi».
Il progetto, attivo dal 2022, si configura come un percorso di formazione professionalizzante, mirato a consolidare le competenze nella progettazione culturale. La particolarità della metodologia applicata risiede nell'unire le lezioni teoriche allo sviluppo di progetti basati su casi reali, supportati da un servizio personalizzato di mentorship.
I partecipanti al corso saranno chiamati a elaborare idee e interventi concreti a stretto contatto con l'amministrazione locale, traducendo le esigenze del territorio genovese in soluzioni culturali e urbanistiche sostenibili.
Con questo provvedimento, il Comune assume una funzione centrale e operativa nell'evoluzione del programma formativo:
  • Individuazione delle aree: Il Comune indicherà gli ambiti cittadini e i quartieri che necessitano di sperimentazioni e interventi prioritari.
  • Co-progettazione: Gli uffici comunali affiancheranno i corsisti nello sviluppo delle proposte.
  • Integrazione con le politiche pubbliche: I progetti nati dal percorso saranno allineati alle pianificazioni già in atto dell'Ente, specialmente nei settori della "Città dei 15 minuti", della cura dei beni comuni e della valorizzazione degli spazi pubblici.
 

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