Ceriale, una passeggiata solidale in memoria di Sofia. La mamma: "Lasciatemi seppellire mia figlia, poi chi ha responsabilità dovrà pagare"

di Claudio Baffico

3 min, 38 sec
Ceriale, una passeggiata solidale in memoria di Sofia. La mamma: "Lasciatemi seppellire mia figlia, poi chi ha responsabilità dovrà pagare"

Una comunità intera si è stretta attorno al ricordo di Sofia Barberi e alla speranza per Emma, ancora ricoverata in condizioni critiche all'ospedale Santa Corona. Migliaia di persone hanno invaso pacificamente le strade di Ceriale, partecipando alla passeggiata solidale organizzata dall'associazione Young Ceriale dopo il tragico incidente avvenuto sulla via Aurelia che è costato la vita alla giovane ventitreenne.

Con un palloncino bianco tra le mani e un silenzio carico di emozione, cittadini, giovani, famiglie, sindaci e amministratori locali si sono ritrovati in piazza della Vittoria per condividere un dolore che ha colpito l'intera comunità. Un momento collettivo di riflessione, vicinanza e sostegno rivolto alle due amiche coinvolte nel dramma.

Ad aprire la serata sono state le parole di una rappresentante di Young Ceriale, che ha voluto rivolgere un messaggio soprattutto ai più giovani presenti: "I ragazzi che vogliamo sono quelli che questa sera hanno scelto di esserci, lasciando da parte comodità e impegni per dimostrare vicinanza a chi sta soffrendo. Anche senza conoscere personalmente Sofia ed Emma, tutti le sentiamo parte della nostra comunità".

È poi stato sottolineato il legame profondo che univa le due ragazze: un'amicizia autentica fatta di sogni, progetti, passioni condivise e momenti vissuti insieme. "A 22 anni la vita è ancora tutta da costruire. Sofia ed Emma erano inseparabili, unite da un rapporto che andava oltre l'amicizia. Quello che è accaduto ha lasciato una ferita profonda in tutti noi", è stato ricordato dal palco.

Durante gli interventi è emersa anche una forte riflessione sull'utilizzo dei social network e sul modo in cui tragedie e sofferenze personali vengono spesso trasformate in contenuti da condividere. "Abbiamo assistito a immagini diffuse senza rispetto e a commenti scritti senza pensare alle conseguenze. Il dolore di persone reali non può diventare spettacolo", è stato il messaggio rivolto alla piazza.

L'associazione ha quindi lanciato un appello alla responsabilità collettiva, sottolineando l'importanza di educare le nuove generazioni all'empatia, al rispetto e a un uso consapevole degli strumenti digitali. "Il virtuale è reale e ciò che accade online può fare molto male. Per questo chiediamo agli adulti di essere presenti e di non voltarsi dall'altra parte".

Prima della partenza della camminata, ai partecipanti è stato chiesto un gesto simbolico: spegnere i telefoni cellulari e vivere quel momento senza fotografie, video o dirette social. "Lasciamo spazio al silenzio e alla riflessione. Camminiamo per Sofia, per Emma e per tutti i ragazzi che hanno bisogno di sentirsi parte di una comunità che sa prendersi cura degli altri".

La marcia si è quindi snodata per le vie del paese accompagnata dalle canzoni di Vasco Rossi, artista molto amato dalle due amiche. Un corteo composto e commosso che ha trasformato il dolore in un grande abbraccio collettivo.

Una volta rientrati in piazza della Vittoria, la mamma di Sofia, Barbara De Stefano, ha trovato la forza di rivolgersi ai presenti. Con voce segnata dalla sofferenza ha ringraziato chi le è stato vicino in questi giorni e ha lanciato un appello contro la diffusione incontrollata di video e contenuti sui social. «Ora lasciatemi seppellire mia figlia in pace. Dopo chiederò che chi ha sbagliato si assuma le proprie responsabilità. Quello che sta accadendo online ci sta distruggendo».

La donna ha poi espresso gratitudine verso la comunità che ha sostenuto la famiglia in queste ore difficilissime. "Ho deciso di essere qui perché Sofia non avrebbe mai voluto vedermi chiusa nel dolore. La vicinanza di tutti voi ci ha dato forza".

Sul palco è intervenuto anche Marco, padre di Emma, che ha ricordato l'affetto che lo legava a Sofia. "Era una ragazza speciale, luminosa, e mia figlia lo aveva capito fin dal primo momento. Una parte di Sofia continuerà a vivere dentro Emma e resterà con lei per sempre".

Parole di solidarietà sono arrivate inoltre dai familiari di Paolo Sarullo, che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza ricordando un dolore simile vissuto due anni fa. "Essere qui tutti insieme significa trasmettere forza a chi sta soffrendo. Questa battaglia contro l'odio e la violenza che si diffondono sui social deve essere combattuta uniti".

A chiudere la serata è stata Albachiara, intonata come avviene al termine dei concerti di Vasco Rossi. Un ultimo momento di raccoglimento che ha unito migliaia di persone nel ricordo di Sofia e nell'attesa di buone notizie per Emma.

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