Brucia ambulanza al San Martino: 5 militi intossicati, Monoblocco invaso dal fumo

di Michele Varì

Incendio nei fondi dell'ospedale, in tilt i laboratori di radiologia. Paziente in salvo per pochi minuti

Paura stamane all'ospedale San Martino per un'ambulanza che ha preso fuoco nei fondi del monoblocco: il rogo ha provocato un nuvole di fumo che ha invaso la tromba delle scale e dell'ascensore dei reparti. È successo poco dopo delle 8 del mattino. A bruciare è stato un Ducato della Croce Azzurra di Borzoli appena posteggiato nel tunnel dei fondi del monoblocco. Cinque i giovani volontari rimasti intossicati e per questo ricoverati nel reparto Obi del pronto soccorso. Scampato all'incendio invece il paziente appena prelevato in un reparto che stava per essere accompagnato sull'ambulanza per un trasporto interno

Ignote per ora le cause dell'incendio, anche se la prima ipotesi è quella del corto circuito. Le fiamme hanno danneggiato anche un furgone di una ditta che rifornisce i distributori automatici posteggiato accanto all'ambulanza.

La colonna di fumo che si è alzata in cielo, visibile in gran parte del levante della città, ha invaso il vano scale e l'ascensore del monoblocco facendo scattare allarme anti incendio. Tutte le persone che si trovavano nell'area sono state allontanate e gli ascensori sono stati bloccati. Molti i disagi per gli utenti e il personale dell'ospedale. Chiusi ed evacuati i laboratori al piano terreno del monoblocco. Disagi durati circa un'ora e limitati grazie all'efficienza dell'impianto anti incendio dell'ospedale. Le porte tagliafuoco hanno infatti impedito che il fumo si propagasse nei reparti dei degenti.

L'allarme è scattato dopo le otto quando l'autista dell'ambulanza, Matteo, ha visto del fumo uscire dal motore: il giovane, dopo avere avvertito di quanto stava accadendo il collega Gianpaolo che era andato in reparto per prelevare un paziente, ha afferrato l'estintore del veicolo per cercare di spegnere il rogo. Proprio per questo ha respirato tanto fumo ed è rimasto intossicato.

Stessa sorte per l'altro milite, Gianpaolo Gioia, 25 anni, di Marassi, sofferente di asma, che subito dopo avere appreso dell'incendio è accorso nei fondi del monoblocco con un altro estintore per spegnere le fiamme. In loro aiuto sono accorsi gli altri 3 militi della Croce di Borzoli, anch'essi intossicati dal fumo, e due addetti della ditta, la Elisicilia, titolare del servizio antincendio all'interno dell'ospedale.

Il rogo è stato spento prima dell'arrivo dei pompieri, che appena arrivati sul posto hanno messo in sicurezza i due veicoli bruciati.

Sono stati i vigili del fuoco della sezione giudiziaria ad avviare le indagini e ascoltare i militi intossicati per accertare le cause del rogo. I due veicoli danneggiati sono stati posti sotto sequestro e il passaggio nei fondi del monoblocco delimitato sino alle prime ore del pomeriggio.

I tre volontari che per primi hanno cercato di spegnere il rogo sono stati ricoverati in osservazione breve intensiva con un'intossicazione da fumo. Le loro condizioni non sono gravi e gli è stato somministrato ossigeno con la mascherina. Dopo mezzogiorno si sono presentati in pronto soccorso altri due militi, Alessio e Chiara, della stessa pubblica assistenza che accusavano difficoltà a respirare: anche erano loro intervenuti per domare il rogo.

L'incendio dell'ambulanza ha riportato di attualità i sospetti sulle condizioni delle ambulanze usate per i trasporti interni dentro l'ospedale San Martino, dubbi che in passato sarebbero stati sollevati anche dall'assessorato regionale alla Sanità con tanto di invito alle pubbliche assistenze di rinnovare il parco delle auto usate per i servizi ospedalieri.

Il presidente della Croce Azzurra Borzoli Arcangelo Ferrera, fra i primi a fare visita ai militi, spiega: “Il rogo è stato provocato da un corto circuito, la macchina era posteggiata, a bordo non c'era nessuno, l'autista si è accorto del fumo mentre metteva in moto, allora ha preso ed ha usato l'estintore in dotazione a bordo dell'ambulanza, in suo aiuto sono poi accorsi altri due militi con un altro estintore e insieme hanno spento il rogo. È stato in questo momento che i militi hanno respirato un po' di fumo”. Ferrara aggiunge: “Il fumo nero invece è stato provocato dall'incendio delle ruote dell'ambulanza”.

E garantisce : “Le condizioni dei militi sono buone. Sono tutti volontari che operano in modo gratuito. In ospedale vi prestano servizio in modo continuo 4 volontari. L'appalto per i trasporti interni l'abbiano da circa 10 anni. I nostri mezzi sono vecchi? Il Ducato bruciato è un mezzo immatricolato nel 2007 anche se l'età media dei nostri 12 mezzi è più bassa, di 8 anni. Devo dire però che appena un mese fa abbiamo rinnovato il parco auto usato nel San Martino sostituendo tre delle quattro auto usate per trasporti interni”.

Il policlinico del San Martino ha diffuso una nota ufficiale sul rogo in cui fra l'altro si dice: "L'incendio ha bloccato per un’ora e mezza l’attività della Radiologia al piano -1 del Monoblocco e per 50 minuti quella dei laboratori di analisi. Ciò ha determinato anche un rallentamento nel trasferimento dei pazienti dal pronto soccorso ai reparti. I fumi prodotti dal rogo hanno inoltre raggiunto i piani alti del monoblocco, senza però causare disagi agli operatori e ai pazienti".

Michele Varì