Beghin torna sulla lettera ai Civ: "Non l'ho scritta io". Scontro in Consiglio comunale

di Redazione

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Beghin torna sulla lettera ai Civ: "Non l'ho scritta io". Scontro in Consiglio comunale

Si è trasformato in un acceso confronto politico il caso della lettera inviata alle associazioni di categoria sui presidenti dei Centri Integrati di Via (Civ), finita nelle scorse settimane al centro delle polemiche. A intervenire in Consiglio comunale è stata l'assessora al Commercio del Comune di Genova, Tiziana Beghin, che ha respinto le accuse, assumendosi però la responsabilità dell'invio del documento.

"La domanda che mi è stata rivolta più spesso in questi giorni è se quella lettera l'abbia scritta davvero io. La risposta è no», ha dichiarato l'assessora in aula. «Nessuno può credere che io sia l'autrice di un testo del genere, perché soltanto una persona poco sana di mente potrebbe scrivere una lettera così".

Beghin ha spiegato di aver scoperto il contenuto della missiva soltanto dopo la sua diffusione pubblica, precisando di trovarsi in vacanza quando il documento è stato pubblicato.

"La lettera è partita dal mio ufficio ed è stata inviata per una finalità precisa, ma non immaginavo una simile reazione perché non pensavo contenesse quelle frasi. Io lavoro spesso predisponendo delle bozze che successivamente vengono corrette e integrate. In questo caso ho commesso un errore, inviando una versione non definitiva. Non intendo però scaricare la responsabilità sugli uffici: la responsabilità politica è mia".

L'assessora ha inoltre respinto l'interpretazione fornita dall'opposizione, sostenendo che il contenuto del documento sia stato travisato.

"Invito tutti a leggere ciò che nella lettera è realmente scritto, e non quello che qualcuno vuole far credere. Non ho mai chiesto l'epurazione dei presidenti dei Civ non allineati alla linea politica della sindaca. Già il titolo della comunicazione richiama esclusivamente l'applicazione del protocollo Civ. Non mi sono certo svegliata il 15 luglio con l'intenzione di lanciare un attacco politico ai presidenti dei Civ. Chiedo quindi a chi sta strumentalizzando questa vicenda di abbassare i toni".

Le spiegazioni dell'assessora non hanno convinto le forze di minoranza, che hanno rilanciato le critiche durante il dibattito consiliare.

Tra i più duri Valeriano Vacalebre (Fratelli d'Italia): "Davvero vengono firmate e inviate lettere senza leggerne il contenuto? È un fatto gravissimo e rappresenta perfettamente un'amministrazione confusa".

Sulla stessa linea il capogruppo di Vince Genova, Pietro Piciocchi, che ha commentato: «La toppa è peggio del buco. Assessora, io non le credo. Quella lettera porta la sua firma, anche se continuo a pensare che il vero mandante sia un'altra persona. Il vostro modo di agire dimostra la volontà di dirigere i corpi intermedi, perché il principio di sussidiarietà non appartiene alla vostra cultura politica».

Ironica la capogruppo della Lega, Paola Bordilli, che ha osservato: "A questo punto esprimo solidarietà a chi quella lettera l'avrebbe scritta. Resta però il fatto che oggi qualcuno avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni".

Anche Mario Mascia, capogruppo di Forza Italia, ha contestato la ricostruzione dell'assessora: "Abbiamo compreso perfettamente il messaggio che si voleva trasmettere tra le righe. Non credo si sia trattato di uno svarione, ma di un documento indirizzato a una categoria con l'obiettivo di condizionarla".

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