Via libera al piano Amt in Città Metropolitana. Il centrodestra si astiene
di Claudio Baffico
Via libera anche da parte della Città Metropolitana di Genova al piano di riequilibrio economico-finanziario di Amt. Con l’approvazione arrivata oggi durante il consiglio metropolitano a Palazzo Doria Spinola, si completa così il percorso istituzionale che precede l’assemblea dei soci dell’azienda di trasporto pubblico, convocata per domani, giovedì 14 maggio.
La proposta di delibera è passata con 10 voti favorevoli da parte della maggioranza e 9 astensioni dell’opposizione. Il documento, illustrato dal vicesindaco metropolitano e consigliere delegato ai Trasporti Simone Franceschi, autorizza la sindaca metropolitana o un suo delegato a sostenere il piano di risanamento avviato da Amt. Gli interventi operativi dell’ente saranno però definiti successivamente, dopo gli impegni formali degli altri soggetti coinvolti, le verifiche previste dalla normativa e l’omologazione degli accordi con i creditori nell’ambito della composizione negoziata della crisi. Le misure protettive resteranno valide fino al 19 giugno 2026.
La sindaca metropolitana Silvia Salis ha definito il voto “un passaggio decisivo” per garantire il futuro del trasporto pubblico locale. Secondo Salis, il provvedimento conclude “un percorso lungo e complesso”, che consentirà di realizzare “una delle più importanti operazioni di salvataggio del trasporto pubblico in Italia”.
La sindaca ha ringraziato amministratori, lavoratori e cittadini coinvolti nella gestione della crisi, sottolineando il contributo economico della Città Metropolitana: un milione e mezzo di euro destinato alla ricapitalizzazione di Amt e un incremento di 700 mila euro annui nel contratto di servizio.
Salis ha inoltre rivendicato la necessità delle scelte adottate, pur riconoscendone l’impatto politico e sociale. “Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili e impopolari – ha spiegato – ma la situazione ereditata era estremamente grave. Era necessario intervenire per salvare Amt e mettere in sicurezza il bilancio, trovando un equilibrio tra tariffe, contributi pubblici e qualità del servizio”.
Nel suo intervento la sindaca ha ricordato anche il pesante quadro economico del 2024, quando l’azienda registrava perdite vicine ai cinque milioni di euro al mese. Da qui, secondo Salis, la necessità di un intervento strutturale per evitare il ripetersi di una crisi finanziaria di quelle dimensioni.
Non è mancata una critica all’atteggiamento dell’opposizione, che sia in consiglio comunale sia in Città Metropolitana ha scelto l’astensione. Salis ha evidenziato invece il voto unanime espresso in Regione Liguria sul contributo straordinario destinato al salvataggio dell’azienda.
Il piano di risanamento punta a riportare in equilibrio i conti di Amt, che a fine 2025 dovrebbe registrare un deficit patrimoniale superiore ai 61 milioni di euro, con perdite complessive di circa 82 milioni nel biennio 2024-2025 e debiti per quasi 280 milioni.
La strategia predisposta si sviluppa lungo quattro direttrici principali: efficientamento della struttura industriale, revisione dei contratti di servizio del trasporto pubblico locale, aggiornamento della politica tariffaria avviata da novembre 2025 e rafforzamento patrimoniale necessario a riportare il patrimonio netto in positivo entro il 2026.
Per Simone Franceschi, Amt rappresenta “la spina dorsale della mobilità metropolitana”, un servizio essenziale per migliaia di cittadini che ogni giorno utilizzano autobus e metropolitana per lavoro, scuola e spostamenti quotidiani.
Il vicesindaco ha attribuito la crisi sia a fattori nazionali, come pandemia, inflazione e rincari energetici, sia a scelte amministrative del passato che, a suo giudizio, non potevano più essere affrontate con strumenti ordinari. Franceschi ha inoltre sottolineato il lavoro congiunto tra Comune, Regione e Città Metropolitana nella costruzione di un piano definito “rigoroso” e supportato da professionisti indipendenti.
L’obiettivo dichiarato resta quello di riportare Amt a una condizione di stabilità industriale ed economica, mantenendo al tempo stesso un servizio efficiente e adeguato alle esigenze del territorio.
Il centrodestra metropolitano ha deciso di astenersi pur garantendo la presenza in aula per consentire il via libera al provvedimento. A spiegare la posizione è stata la consigliera Laura Repetto, che ha parlato di una scelta dettata dal “senso di responsabilità” verso lavoratori, azienda e utenti del trasporto pubblico.
Secondo Repetto, una parte decisiva delle risorse disponibili deriva però dallo stanziamento regionale da 40 milioni approvato dal consiglio regionale. L’opposizione ha espresso diverse perplessità sul piano, tra cui il possibile ingresso di Trenitalia, il rischio di una futura privatizzazione, eventuali riduzioni delle corse soprattutto nelle aree periferiche e l’ipotesi di nuovi aumenti tariffari per gli utenti.
Pur senza votare contro, il centrodestra ha annunciato un monitoraggio costante sull’attuazione delle misure previste dal piano di risanamento.
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