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Valpolcevera, Bucci: "Mobilità, posti di lavoro e rigenerazione le chiavi per il futuro della vallata"

di Redazione

Presentate durante il convengo organizzato da Cisl le idee per rilanciare i quartieri della zona

Partire dalla fotografia dell’attualità per progettare un futuro migliore per un territorio, la Valpolcevera, che dalla tragedia del 14 agosto vuole rinascere. E’ questo l’obiettivo del dibattito indetto da Cisl e tenuto presso il teatro San Bartolomeo della Certosa, quartiere non a caso simbolo della voglia di risorgere dell’intera vallata.

"Noi abbiamo ben chiaro cosa vogliamo fare per il futuro della Valpolcevera - assicura il sindaco Marco Bucci - Sappiamo quali sono gli investimenti che vogliamo fare e quali sono le linee di business su cui vogliamo che la Valpolcevera si sviluppi, sappiamo cosa vogliamo fare sul piano mobilità per dare alla Valpolcevera la possibilità di collegarsi con tutto il resto della città di Genova, sappiamo cosa vogliamo fare per i posti di lavoro e abbiamo anche un piano di rigenerazione urbana per tutta l'area di ricongiunzione fra Certosa e Sampierdarena".

Ma i problemi della Valpolcevera non sono solo quelli legati al crollo di Ponte Morandi: c’è la disoccupazione, soprattutto giovanile, c’è un reddito medio al di sotto del dato cittadino. Per contro, la Valpolcevera vanta un indice di anzianità più basso di quello della Liguria e di Genova. La vallata insomma è, se non una delle zone più giovani della città, almeno una delle meno vecchie. Tanti i temi e le iniziative che potrebbero cambiare il volto della Vallata nei prossimi anni: dall’abbattimento della Diga di Begato al riassetto delle strutture ospedaliere presenti sul territorio, dal recupero delle tante area industriali dismesse alla riqualificazione sociale di quartieri in cui a volte convivenza non fa rima con integrazione.

"Noi oggi abbiamo voluto dedicare una giornata a questo territorio così fragile - ha detto Marco Granara, segretario Generale della Cisl Genova Area metropolitana - Che ha bisogno di aiuto dalle istituzioni ma non solo per il crollo di Ponte Morandi. Oggi presentiamo uno studio che dimostra come questo territorio avesse già delle criticità anche prima, con un disagio sociale molto alto e un'occupazione molto bassa. Partiamo da questi dati, sapendo che il crollo ha contribuito a penalizzare la Valpolcevera, per individuare delle soluzioni concrete. Molti sono i temi su cui ragionare ma ne abbiamo focalizzati tre: il lavoro, il sostegno socio-sanitario e la connessione della Vallata con il resto della città. Noi vogliamo che i nostri interlocutori ci aiutino a individuare delle soluzioni concrete, che vanno dagli incentivi all'utilizzo delle aree dismesse, fino alla creazione di una casa della salute".