Post lockdown, da Boccadasse a Spianata Castelletto, tra steward e buon senso

di Andrea Carozzi

Non sempre le regole vengono rispettate, la voglia di normalità è troppo forte

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C’è voglia di ritornare alla normalità durante il secondo weekend post lockdown, e la movida genovese tra Boccadasse e Spianata Castelletto appare folta ma disciplinata, nel limite del possibile ovviamente. Nello storico borgo marinaro di Boccadasse il CIV ha chiesto l'aiuto degli steward che armati di pettorina di riconoscimento e tanta pazienza  cercano di far rispettare le norme di distanziamento sociale senza essere troppo invasivi. “ Cerchiamo di far mantenere le distanze in accordo con i locali- ci spiega uno di loro - e ricordiamo a tutti che la mascherina può essere tolta solo quando ci si appresta a consumare, mentre per fare conversazione è obbligatorio indossarla, inoltre controlliamo i flussi cercando di evitare che il numero di persone sulla spiaggia diventi eccessivo”.

La situazione ai nostri occhi appare al limite, ma ben gestita; quando intervengono gli steward non trovano resistenza, le persone capiscono che il liberi tutti non è ancora arrivato: “troviamo spesso collaborazione e comprensione da parte delle persone che capiscono il nostro ruolo delicato e le indicazioni che gli diamo”.


A Spianata Castelletto la situazione è un po’ diversa, non ci sono gli steward a controllare e l’età media è più bassa che a Boccadasse, capannelli di ragazzi sono disseminati per il belvedere e anche se cercano di mantenere le distanze di sicurezza a volte la voglia di lasciarsi alle spalle la quarantena prende il sopravvento e vanno un po' sopra le righe. “Alcuni di noi non si comportano benissimo- mi racconta una studentessa universitaria - io e le mie amiche indossiamo la mascherina e rispettiamo le distanze di sicurezza, e tendiamo a non frequentare i luoghi troppo affollati, ma non tutti i giovani fanno lo stesso. Io credo che sia importante seguire le indicazioni di distanziamento sociale per una questione di buon senso per rispetto verso il prossimo”.

A causa del lockdown la vita degli studenti è cambiata ma le lezioni online non sono state poi così male:” molti docenti sono riusciti a creare delle lezioni stimolanti anche a distanza- sottolinea la studentessa - ma l’idea di passare davanti al computer tutto il nuovo anno universitario secondo me è troppo pesante, spero che si possa tornare alla normalità”.