Porto di Spezia, la Guardia di Finanza sequestra 140mila articoli contraffatti

di Marco Innocenti

Ceramiche, dolci di pasticceria, abbigliamento: tutta merce con il logo "Made in Italy" ma prodotte in Turchia, Portogallo e a Taiwan

Sono esattamente 137.871 gli articoli di vario genere sequestrati dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza della Spezia e dai funzionari del Reparto Antifrode dell’Ufficio delle Dogane della Spezia, presso il porto mercantile della Spezia, nell'ambito dell'operazione "Richiamo italiano", portata a termine dopo oltre un anno d'indagine con 6 persone e 4 società segnalate all’Autorità Giudiziaria per reati connessi alla tutela del “made in Italy”. L'operazione ha permesso di scoprire un fiorente commercio di merce contraffatta e di prodotti riportanti marchi, i cui nomi e le cui effigi richiamano quelli di famose ed apprezzate case di produzione italiane (c.d. “Italian Sounding”), in modo da sfruttarne indebitamente la notorietà ed il prestigio.

Nell’aprile del 2019, in prossimità delle festività pasquali, veniva individuata e sottoposta a sequestro una spedizione di prodotti dolciari provenienti dalla Polonia: 105.126 uova ed ovetti di cioccolata per oltre 1,3 tonnellate di cioccolato, contenuti in 3.540 confezioni, recanti illecitamente il marchio di una nota azienda dolciaria partenopea. Sempre lo scorso anno, veniva fermato un container proveniente dall’entroterra toscano contenente merci destinate in Canada, paese che prevede agevolazioni daziarie all’importazione per i manufatti di origine italiana. Grazie anche alla collaborazione con gli organi doganali di altri Stati, si è proceduto al sequestro di 1.016 vassoi, recanti la falsa indicazione di “Made in Italy” e 2.855 capi d’abbigliamento femminili, riportanti il Giglio, logo del Comune di Firenze, contraffatto, merci che erano state in realtà prodotte in Turchia e Portogallo. Più di recente, infine, nell’ambito della tutela dei distretti industriali, sono stati individuati alcuni containers contenenti piastrelle, prodotte in Taiwan, destinate ad un magazzino di Reggio Emilia per conto di una società ubicata nel modenese, epicentro della produzione delle ceramiche italiane.

Con l’attività ispettiva è stato accertato che sulle numerose confezioni di piastrelle, oltre al marchio di proprietà della società italiana importatrice, era presente il marchio di qualità “Ceramics of Italy” di proprietà di Confindustria delle Ceramiche Italiane la cui apposizione è permessa, dietro concessione, alle sole società accreditate che producono interamente in Italia (c.d. 100% made in Italy). Accertata la contraffazione, sono state eseguite, in diversi luoghi, le perquisizioni delegate dalla locale Procura della Repubblica rinvenendo e sequestrati oltre 140 pancali di merce costituita da 25.334 articoli per costruzione anch’essi illecitamente etichettati.

L’operazione “Richiamo Italiano” si inserisce in un più ampio dispositivo operativo a contrasto della contraffazione marchi, con il preciso intento di rafforzare la lotta al mercato del falso – i cui prodotti recano danni alla salute, inquinano l’economia legale e deturpano l’immagine del “Made in Italy” – e dell’“Italian Sounding” fenomeno che rappresenta la forma più eclatante di concorrenza sleale al patrimonio manifatturiero italiano, eccellenza per qualità ed apprezzamento.