Mister Buscè a TN: "Baldanzi già a 15 anni talento cristallino. Negli ultimi 30 metri può essere devastante".

di Claudio Baffico

3 min, 49 sec
Mister Buscè a TN: "Baldanzi già a 15 anni talento cristallino. Negli ultimi 30 metri può essere devastante".

Sono tanti gli allenatori che hanno consentito a Tommaso Baldanzi di diventare il giocatore che è oggi, ma tra questi, ricopre un ruolo di primissimo piano Antoniò Buscè, ex buon centrocampista dell'Empoli nei primi anni 2000 e successivamente tecnico nelle leve giovanili del club toscano. E' stato proprio lui a "prenderlo" a quindici anni, per poi condurlo fino alla Primavera, ponendo le basi per il grande salto in prima squadra. Buscè, che attualmente guida il Cosenza in Lega Pro, è stato contattato in esclusiva da Telenord al fine di conoscere più da vicino il nuovo acquisto rossoblù.

Mister, quali sono state le tue prime impressioni quando hai avuto la possibilità di allenare Baldanzi?

"Ho subito capito che era un predestinato. Era il classico ragazzo che, a 15 anni, faceva di più di quanto era lecito attendersi da un ragazzino della sua età. E un talento del suo calibro può fare le fortune della squadra in cui gioca e dell'allenatore in panchina. Madre natura ha avuto un ruolo decisivo, ma lui ci ha messo del suo sia come approccio che come atteggiamento. Ad apprendere è sempre stato una spugna, e questo è un altro segreto della sua costante ascesa".

Il dilemma del ruolo più confacente ha attanagliato anche te o hai da subito avuto le idee chiare su come impiegarlo?

"Ci sono sempre state tante filosofie di pensiero sul suo conto: c'era chi lo vedeva più centrocampista, chi trequartista, qualcuno attaccante, altri addirittura play davanti alla difesa. Io sono sempre andato per la mia strada, e mi sento di confermare l'idea iniziale. Tommaso è il classico numero 10, che può fare la differenza negli ultimi trenta metri. Io spesso, prima di scendere in campo, mi limitavo a dirgli: gioca, e divertiti, e lui faceva la differenza. Con lui in campo abbiamo vinto uno scudetto Allievi e uno scudetto Primavera, e a partire dalle ultime sei, sette partite della prima stagione, si è preso sulle spalle la squadra, è ha contribuito a condurla così in alto".

A livello umano come puoi inquadrare il suo "figliol prodigo"?

"Un gran bravo ragazzo, riservato, umile, proveniente da una famiglia con i piedi per terra. All'inizio era insicuro e non credeva nei suoi mezzi, poi quando ha compiuto il salto, a livello tecnico, lo ha compiuto anche sotto il profilo mentale, facendosi carico delle responsabilità, e dimostrando carattere e personalità".

Nella tua testa potrebbe esserci il rischio di vedere il passaggio dalla Roma al Genoa come un declassamento?

"Assolutamente no, sono convinto lo interpreti come un'opportunità. A Roma non è facile per nessuno, le pressioni sono tante, e probabilmente non è stato messo nelle condizioni migliori per mostrare le sue qualità. Ritengo che a motivarlo ancora di più possa essere la formula del trasferimento. Il prestito con diritto di riscatto lo indurrà a pensare che la sua avventura non debba terminare per forza a giugno, ma se si metterà in luce, il Genoa potrebbe rappresentare anche il futuro e non soltanto il presente".

A Genova troverà anche un mister che lo conosce bene come De Rossi. Quanto può favorirlo nell'ambientamento e nell'inserimento negli schemi?

"E' un fattore fondamentale. De Rossi lo ha voluto fortissimamente, e ciò stimola ancora di più ad intraprendere la nuova avventura con entusiasmo e motivazione. Credo che l'attuale tecnico del Genoa la pensi come me sul conto del ragazzo, e avrà già le idee chiare su come impiegarlo. Una piazza come la Genova rossoblù potrebbe davvero esaltare le caratteristiche del ragazzo e far divertire il pubblico".

A che giocatore di prima fascia paragoneresti Baldanzi?

"Mi ricorda Dybala, con le doverose proporzioni. Le caratteristiche sono quelle, il ruolo è analogo, e i colpi sono da campione. Può migliorare solo in un paio di aspetti: irrobustirsi un po' di più a livello muscolare, e inseguire maggiormente i difensori, ma rimanendo nei pressi dell'area, d'altro canto, ha sempre la possibilità di estrarre dal cilindro il colpo risolutivo".

Quanto potrebbe contribuire alla vena realizzativa di Colombo?

"Moltissimo. Baldanzi non può fare reparto da solo, non ce lo vedo come falso nueve. Ha bisogno di fraseggiare con qualcuno vicino, di fornire assist, di ricevere il pallone e di avere un punto di riferimento, e Colombo dispone delle caratteristiche ideali per metterlo a suo agio. Un'eventuale intesa Baldanzi - Colombo, senza dimenticare ovviamente Vitinha, mi ricorda l'ottimo rendimento che ai miei tempi aveva registrato Riganò, con Tavano ad agire alle sue spalle".

 

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.