Liguria Pride 2026: resistenza e cambiamento i temi portanti
di Claudio Baffico
Sarà una riflessione collettiva sulla paura, sulla resistenza e sulla capacità di immaginare il cambiamento il filo conduttore del Liguria Pride 2026. Il Coordinamento Liguria Rainbow ha presentato il proprio Manifesto Politico, frutto di un percorso di confronto e costruzione condivisa sviluppato nel corso dell'ultimo anno e destinato a orientare tutte le iniziative che accompagneranno la manifestazione.
"La paura ci attraversa e spesso ci paralizza", si legge nel documento, che individua nelle attuali trasformazioni politiche e sociali alcune delle principali preoccupazioni del movimento: dall'avanzata delle destre ai conflitti internazionali, passando per le conseguenze del neocolonialismo e per gli attacchi ai diritti sociali, civili e ambientali. Una condizione che, secondo il Coordinamento, rischia di confinare le persone in una continua posizione difensiva, costrette a reagire piuttosto che a progettare il futuro.
Da qui l'invito a trasformare la paura in energia collettiva e a recuperare la forza dell'immaginazione politica attraverso una prospettiva queer e transfemminista. Un messaggio che accompagnerà il percorso verso la Grande Parata del Liguria Pride, in programma sabato 13 giugno.
La manifestazione partirà alle 16 da via San Benedetto e attraverserà la città con carri, striscioni e migliaia di partecipanti, per concludersi in piazza De Ferrari. Qui verrà presentata la sintesi finale del Manifesto Politico 2026 elaborato dal Coordinamento Liguria Rainbow.
Ad anticipare la parata sarà il Liguria Pride Village, ospitato ai Giardini Luzzati dal 6 al 13 giugno. Nell'arco di una settimana sono previsti circa cinquanta appuntamenti tra incontri, dibattiti, spettacoli, musica e momenti di aggregazione, con l'obiettivo di intrecciare l'attivismo LGBTQIAPK+ e transfemminista alla costruzione di spazi di comunità aperti alla cittadinanza.
«Per noi rappresenta un appuntamento dal forte valore politico», spiegano gli organizzatori. «È l'occasione per condividere con la città riflessioni, pratiche e percorsi che il Coordinamento porta avanti durante tutto l'anno».
Ampio spazio sarà dedicato al confronto sui temi dell'attualità. Tra gli argomenti in programma figurano il rapporto tra maschilità e cultura della guerra, le conseguenze del neocolonialismo e il dibattito sul privilegio bianco, l'ecofemminismo, la sanità e la cura come strumenti di partecipazione politica, il legame tra esoterismo e identità queer, oltre all'analisi del fenomeno dei Gay Conservatori Liberali.
Nel calendario trovano posto anche approfondimenti sulle cosiddette terapie riparative, con la proiezione del documentario "Riparati", prodotto dal quotidiano Domani, e incontri dedicati alle comunità Kink & Fetish, alle pratiche di inclusione e alla costruzione di spazi più sicuri e rispettosi.
Accanto agli appuntamenti di carattere politico e culturale non mancheranno le occasioni di intrattenimento e socialità. Torneranno la Colorata Silent Disco, il Genderoke, gli eventi di stand-up comedy, le performance drag, le serate musicali e i dj set, oltre a quiz, attività di speedfriending e iniziative dedicate ai giochi da tavolo e di ruolo.
Particolare attenzione sarà riservata anche ai più piccoli. Per tutta la durata del Village saranno organizzati laboratori e attività rivolti a bambine e bambini, pensati per promuovere il rispetto delle differenze, l'educazione alle emozioni e il superamento degli stereotipi. Un progetto che il Coordinamento porta avanti dal 2019 con l'obiettivo di offrire alle nuove generazioni strumenti per crescere in un contesto più inclusivo e libero dai pregiudizi.
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