Liguria, lenta crescita delle cause di nullità matrimoniale

di Redazione

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Liguria, lenta crescita delle cause di nullità matrimoniale

"Nel 2025 sono entrate 81 nuove cause di nullità matrimoniale ossia 3 in più rispetto al 2024. Siamo quindi, come già lo scorso anno, ancora in una crescita lenta ma costante". Ad affermarlo, mons. Mario Novara, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico interdiocesano ligure nella relazione che ha tenuto stamani in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del tribunale canonico alla quale ha preso parte anche l'arcivescovo di Genova Tasca.
Novara ha spiegato che le cause riferite allo scorso anno sono state "27 dall'Arcidiocesi di Genova, 15 dalla Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato, 13 da quella di Albenga-Imperia, 11 da Chiavari, 8 da Tortona e 7 da Savona-Noli". Complessivamente, ha sottolineato, "sono stati conclusi 90 procedimenti e ne rimangono pendenti altrettanti". In aggiunta, "sono state ancora concluse cinque cause nella forma del rito breve".
In merito all'esito delle cause concluse, "in un unico caso abbiamo avuto esplicita decisione negativa mentre in altri 3 si è giunti all'archiviazione in seguito alla rinuncia richiesta dalla stessa parte attrice. Delle decisioni affermative - invece - 56 sono state relative sia al difetto di discrezione di giudizio circa i diritti e doveri matrimoniali essenziali che all'incapacità di assumere gli oneri coniugali per ragioni di natura psichica, 3 al solo defectus, una rispettivamente al dolo, all'errore ed all'esclusione della fedeltà mentre 3 sono state concernenti l'esclusione sia dell'indissolubilità che della prole, 5 soltanto della prima, 15 della seconda".
In merito all'attività del tribunale quale appello del Tribunale ecclesiastico regionale lombardo di Milano e di quello diocesano di Ventimiglia - Sanremo, ha detto ancora Novara, "alla fine del 2024 avevamo in corso 20 cause di appello. Nel 2025 ne sono entrate 7, una delle quali dalla diocesi di Ventimiglia - Sanremo e ne abbiamo decise 13, tutte provenienti dalla Lombardia, riducendo la pendenza a 14 cause".

"Per ogni causa è richiesto un limitatissimo contributo spese di soli 525 Euro alla parte attrice o di 265 a quella convenuta, se chiede di essere patrocinata in giudizio, giungendo talvolta anche a rateizzarlo od, in ben 9 casi quest'anno, ad eliminarlo del tutto, esaminando la posizione dei singoli con lo scopo unico di garantire a chiunque lo desideri l'accesso al Tribunale". Anzi, "la grande maggioranza delle cause introdotte, ossia l'88% sono state patrocinate dai due patroni stabili, retribuiti dal Tribunale e gratuiti per le parti che se ne servono". Così mons. Mario Novara, Vicario Giudiziale del Tribunale ecclesiastico interdiocesano ligure, nella relazione che ha tenuto stamani in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del tribunale da lui presieduto.
Nella sua relazione, il Vicario Giudiziale ha voluto anche smentire l'idea diffusa secondo la quale il processo di annullamento sarebbe molto costoso parlando di "attuazione di una sostanziale gratuità che si realizza in pratica attraverso l'applicazione, nelle nostre comunità cristiane, dei principi sociali cattolici di sussidiarietà e solidarietà". Quello della gratuità totale o quasi, delle spese processuali deriva dall'attenzione verso i fedeli che desiderano annullare il proprio matrimonio. "Riteniamo anche che vada agevolato non soltanto chi è in oggettiva povertà economica ma anche chi comunque potrebbe essere frenato nel rivolgersi alla Giustizia della Chiesa per la semplice prospettiva di dovere comunque sostenere un esborso di denaro, che peserebbe sul proprio bilancio familiare".
Infine, alcune parole sulla durata dei processi che, mediamente, non supera l'anno. "Permane - ha detto ancora Novara - la costante tendenza a garantire la celerità del processo, che, il più delle volte, si esaurisce regolarmente in un anno od anche in meno se non vi sono atteggiamenti ostruzionistici". L'inaugurazione di quest'anno si è svolta integralmente, per la prima vota, all'interno delle navate della chiesa metropolitana di San Lorenzo. Durante la cerimonia si sono susseguite anche le testimonianze di alcuni operatori "per una volta chiamati a presentare al pubblico la loro tanto apprezzabile quotidianità lavorativa"

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