Ginevra e gli altri, il romanzo di Giorgio Ansaldo

di Giulia Cassini

Le caratteristiche dell'opera dello scrittore genovese

Ginevra e gli altri è un romanzo che si può leggere anche come prima opera di Giorgio Ansaldo perché racchiude tutto un mondo, ma risulta sicuramente ancor più valorizzato dopo aver assaporato "Aldino", il lavoro precedente dello scrittore. Di fatto "Ginevra e gli altri" riprende alcuni personaggi e ne espande altri oppure ne introduce di nuovi.

E' sempre un volume "Libera Mente" di Robin Edizioni perché rompe gli schemi e narra, in modo appassionante, i confini della non discriminazione. Questa volta lo fa da un punto di vista femminile, quello di Ginevra, che si sente stretta nel concetto di donna dell'epoca, di quello che è conveniente o sconveniente fare dal sesso prima del matrimonio, al lavoro e così via. Il lettore però non percepisce solo le ombre degli anni Sessanta, semmai scopre tutta la magia dell'epoca, il piacere della tecnologia che avanza, la moda, le diverse abitudini, la frontiera delle nuove possibilità e le canzoni che hanno accompagnato quegli anni. Poi arriva il  femminismo e il '68.

Tra i personaggi più interessanti anche il giovane Mirto, che si trova ben presto a lasciare le quattro mura domestiche e a scoprire quello che c'è fuori. Emerge ben netta la crescita interiore e la ridefinizione delle personalità in quell'incontro-scontro con la vita che inevitabilmente ognuno trova davanti a sé, comune a tutte le epoche.  

Giorgio Ansaldo è nato, vive e lavora a Genova. Dopo aver conseguito la Laurea in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Genova e il diploma presso la scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova, ha lavorato come attore in numerosi spettacoli prodotti dalla cooperativa teatrale del Teatro della Tosse, partecipando anche al Festival di Spoleto diretto da Aldo Trionfo. Tra gli ultimi libri pubblicati "Cruciverba", "Azalee rosse", "L'esplosione", "Tatuaggi di uomini soli", "Scatole cinesi", "Un vento dell'Est" e "Aldino".