Genova, il progetto Mnesys traccia il futuro della cura del cervello contro le malattie degenerative

di Redazione

Trasformare l’eccellenza della ricerca scientifica in cure concrete che arrivino al letto del paziente e nelle case dei cittadini. È stato questo il tema di "MNESYS: Il viaggio nel cervello",  l’evento che ha presentato i traguardi del più vasto partenariato nazionale dedicato alle neuroscienze e alla neuroriabilitazione.  Un progetto che ha visto il capoluogo ligure nel ruolo di capofila e motore di una rete d’eccellenza senza precedenti a livello europeo. Finanziato con quasi 115 milioni dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), MNESYS ha messo a sistema una forza d’urto scientifica impressionante: oltre 800 ricercatori impegnati in 300 progetti di ricerca, con una produzione che ha già superato le 1500 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Numeri che raccontano non solo un successo accademico, ma una rivoluzione nel modo di intendere la medicina del sistema nervoso.
 
Il progetto ha dimostrato la capacità dell’Italia di fare squadra. Dal nucleo originale di 25 soci fondatori, la rete si è estesa fino a coinvolgere complessivamente 90 partner tra università, ospedali, centri di ricerca e realtà private. Questa sinergia ha permesso di affrontare le malattie neurologiche e psichiatriche – che rappresentano una delle principali sfide sanitarie e sociali del nostro secolo – attraverso un approccio multidisciplinare che unisce biologia, tecnologia e clinica.
 
 
 
“Lo sguardo verso il futuro, l’apertura di nuove rotte che indichino un percorso innovativo è iscritto nel DNA della Liguria - ha dichiarato il presidente di Regione Liguria Marco Bucci - Pensiamo alle grandi invenzioni che nel corso dei secoli sono nate qui, come è impossibile non pensare alla prospettiva, spesso visionario, di chi da queste coste è partito per costruire vie commerciali che hanno fatto la fortuna della Liguria. Oggi, di fronte a tematiche contemporanee diverse ma ancora più sfidanti, siamo orgogliosi che la nostra regione, e il suo capoluogo, abbiano fatto da capofila e da centro nevralgico di una rete composta da 90 partner e oltre 800 ricercatori che hanno seguito circa 300 progetti di ricerca, con un obiettivo ambizioso: trovare cure concrete per alcune delle patologie più impattanti – a livello sanitario ma soprattutto umano – come Alzheimer, Parkinson e depressione, e allo stesso tempo capire di più e meglio l’organo più affascinante e complesso dell’uomo, il cervello".
Bucci si è soffermato, poi, sul ruolo del capoluogo ligure: "Non dobbiamo poi dimenticare il ruolo che Genova e la Liguria avranno in questo campo grazie all’Ospedale degli Erzelli, destinato a costituire un polo di eccellenza per la ricerca avanzata, anche in ambito neuroscientifico. In questa fase il Commissario sta portando avanti, assieme a tutti gli altri attori della sanità regionale, una serie di interlocuzioni con possibili proponenti: il nostro obiettivo è confermare il ruolo della Liguria come luogo di eccellenza a livello nazionale e internazionale per campi di ricerca applicata di altissimo livello, grazie a una tradizione consolidata che guarda al domani".
 
 
"MNESYS rappresenta il più ampio programma di ricerca sul cervello mai realizzato in Italia e per Genova è motivo di orgoglio esserne città capofila - il commento della sindaca di Genova Silvia Salis - Questo progetto dimostra come un grande investimento pubblico, finanziato attraverso il PNRR, possa tradursi in risultati concreti per la ricerca, la sanità e la qualità della vita delle persone. E ci dimostra anche che la ricerca non deve essere percepita come distante dalla vita quotidiana: quando produce nuove terapie, migliori cure e conoscenza condivisa diventa un bene pubblico di grande valore a disposizione di tutti".
 
 
Interessanti anche le parole del presidente Mnesys Scarl Enrico Castanini: "Con questa giornata abbiamo voluto restituire alla cittadinanza i risultati di Mnesys, la più grande rete di ricerca nell’ambito delle neuroscienze a livello europeo, che ha coinvolto ottocento ricercatori, prodotto un migliaio di pubblicazioni scientifiche e oltre 300 progetti operativi. Un risultato ottenuto grazie all’impegno del Rettore e alle competenze dei nostri medici e scienziati che voglio ringraziare, che ha permesso al nostro progetto di superare competitor anche molto blasonati. Una bellissima esperienza che ha saputo mettere a frutto le eccellenze di diversi saperi, dalla medicina alla farmacologia, dall’ingegneria, alla robotica, all’informatica, e che ha saputo unire, sotto la stessa “regia”, università, centri di ricerca, fondazioni, mondo delle imprese di tutta italia. E la cosa della quale sono molto orgoglioso è che tutti hanno lavorato insieme, in armonia, per un obiettivo comune, riuscire a decifrare la macchina più complessa del corpo umano, il cervello. In questi tre anni si sono visti i primi risultati, alcuni strabilianti, sia nella prevenzione che nella messa a punto di nuove terapie".
Castanini preferisce smorzare facili entusiasmi, consapevole tuttavia della strada tracciata: "Non vogliamo dare false speranze: per arrivare a soluzioni definitive per patologie neurovegetative, come il Parkinson o l’Alzheimer, o per creare un “gemello digitale” del cervello sul quale testare nuove cure, servirà ancora tempo, ma grazie agli studi di Mnesys possiamo dire che la strada é stata tracciata, e questo è un ottimo risultato. Adesso guardiamo al futuro, a quella che sarà l’evoluzione del progetto, con l’obiettivo di consolidare Genova come sede della grande ricerca applicata, in grado di attrarre investimenti e cervelli da tutto il mondo".
 
Sensibile all'argomento anche il Magnifico Rettore dell’Università di Genova Federico Delfino: "L'Università di Genova è orgogliosa di aver avuto il privilegio di coordinare la grande rete di eccellenza italiana nei settori delle neuroscienze e della neuro farmacologia che si è aggregata nello sviluppo del progetto Mnesys.  Le competenze e la creatività tipica dei ricercatori del nostro Paese, unite da approcci interdisciplinari e alle più moderne tecnologie ha portato a risultati che avranno un significativo impatto sulla qualità delle cure che saranno erogate ai cittadini nel prossimo futuro".
 
Antonio Uccelli, direttore scientifico di Mnesys e ordinario di neurologia dell’università di Genova e direttore scientifico dell’IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana di Regione Liguria:, affronta così le interessanti tematiche affrontate "É un’enorme soddisfazione che l’università di Genova e la comunità delle neuroscienze genovesi abbia guidato questo straordinario progetto che ha prodotto importantissimi risultati scientifici, parliamo di oltre 400 pubblicazioni scientifiche scaturite dalla collaborazione dell’Ateneo genovese, del Policlinico San Martino ma anche di Gaslini e Iit con i partner del network nazionale.  Inoltre, come medico sono orgoglioso di sottolineare che i risultati scientifici avranno anche significative ricadute sulla salute e un altrettanto rilevante ritorno economico grazie anche all’aver saputo reclutare tantissimi giovani ricercatori che hanno trovato a Genova un ambiente ideale per intraprendere la propria carriera e rappresentando forse il più importante investimento per il futuro commenta".
 
 
 
Molti gli interventi, tra cui quello di Loredana Luzzi, Direttore Generale Mnesys: "Il programma Mnesys e i risultati che ha consentito di raggiungere sono la prova di quanto sia fondamentale investire in ricerca se vogliamo contribuire allo sviluppo di nuove terapie e soluzioni. Spesso l’importanza della ricerca di base non e’ compresa dal grande pubblico questo evento ha voluto dare esempi concreti".
 
I lavori hanno messo in luce scoperte di grande impatto per la salute pubblica, come evidenziato dagli studi presentati dalla comunità scientifica di MNESYS: Depressione e farmaci mirati: La ricerca ha permesso di identificare specifici tratti del temperamento (come la "dipendenza dalla gratificazione" e il bisogno di supporto emotivo) che possono prevedere se un paziente risponderà positivamente a farmaci innovativi come l’esketamina. Questa scoperta è fondamentale per la "psichiatria di precisione": permette infatti di prescrivere terapie mirate e costose solo a chi ha la certezza clinica di trarne beneficio, evitando tentativi a vuoto e ottimizzando la spesa sanitaria.
Le radici infantili dei disturbi mentali: Studi all'avanguardia hanno indagato il legame tra infezioni pediatriche (come il citomegalovirus) e la comparsa di anomalie cellulari correlate a gravi disturbi mentali in età adulta. Intercettare questi segnali precocemente potrebbe rivoluzionare la prevenzione psichiatrica.
Alzheimer e Parkinson: MNESYS ha lavorato intensamente sull'identificazione di nuovi biomarcatori che permettano di "vedere" la malattia anni prima che si manifestino i sintomi evidenti, aprendo una finestra temporale preziosa per intervenire prima che il danno neuronale sia irreversibile.
Il Cervello Digitale: Grande spazio è stato dato alla medicina computazionale. Attraverso simulazioni digitali del sistema nervoso, i medici possono oggi prevedere l'evoluzione di una patologia o testare l’efficacia di un intervento chirurgico in un ambiente virtuale protetto, prima di agire sul paziente reale.
 
L’evento è stato arricchito da un videomessaggio di Thomas C. Südhof, Premio Nobel per la Medicina 2013, che ha lodato il modello MNESYS come esempio di come la ricerca fondamentale debba integrarsi con la clinica per affrontare la complessità del cervello umano.
 
La sfida lanciata da Genova, quindi, è quella della sostenibilità: rendere strutturali le reti create e non disperdere il capitale umano di giovani ricercatori che hanno reso possibile questo "viaggio nel cervello".
 
 
 
SCHEDA SINTETICA: I NUMERI DI MNESYS
 
Partner Fondatori: 25 (Università, IRCCS, Enti di ricerca)
Partner Complessivi: 90
Ricercatori coinvolti: 800
Progetti di ricerca attivati: 300
Pubblicazioni scientifiche: 1500 stimati
Coordinamento: Università degli Studi di Genova
Ambiti di intervento: Neurodegenerazione, Psichiatria di precisione, Neuro-oncologia, Medicina computazionale, Malattie del neurosviluppo.

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