Genova, centro storico: i pattuglioni non bastano, escalation di rapine

di Redazione

Abitante sfugge al primo assalto, ma non al secondo. Carabiniere fuori servizio rapinato dell'orologio davanti alla caserma Maddalena

I pattuglioni di personale in divisa non bastano, non potevano bastare. I vicoli del centro storico specialmente di notte sono sempre più terra di nessuno, percorsi e razziati da gang di spacciatori che alla prima occasione si trasformano in predoni.

Delinquenti sempre più sfacciati. L'ultima vittima un carabiniere fuori servizio aggredito da due, forse tre, giovani che lo hanno sorpreso alle spalle e dopo avere tentato di farlo cadere senza riuscirvi e cercato di rubargli il portafoglio sono riusciti a strappargli l'orologio di valore dal polso.

E' successo davanti alla caserma dei carabinieri della Maddalena, fra l'altro l'avamposto di uomini in divisa più incisivo della città vecchia, anche se da sempre deve fare i conti con un organico gravemente inadeguato.

Appena pochi giorni prima un abitante della zona di via Lomellini è stato aggredito da sconosciuti mentre rincasava, riuscito a fuggire al primo attacco aveva cambiato vicolo, ma lì ha subito un altro agguato, e stavolta due balordi sono riusciti a strappargli il cellulare.

L'uomo quando ha chiamato il 112 era avvilito.

Molti, troppi, poi i furti con destrezza nelle borse di chi è in coda davanti ad un negozio o alle Poste, tante anche le aggressioni: una delle più inquietanti in via Canneto il Lungo dove giorni fa c'è stato un accoltellamento fra magrebini, uno dei tanti regolamenti di conti fra spacciatori.

Una guerriglia in pieno giorno,

Il ferito, finito al Galliera, è poi ricomparso incerottato nella zona alcuni giorni fa e pare con l'intenzione di farsi giustizia da solo.

Centro storico insomma sempre più invivibile, dal punto di vista dell'ordine pubblico, tanto che gli abitanti che possono scappano via, si trasferiscono.

Questo mentre si susseguono le innocue sfilate di carabinieri, poliziotti e agenti di polizia locale. I tanto declamati pattuglioni, acqua fresca per guarire un malato terminale. Come testimoniano i risultati, spesso solo qualche grammo di fumo scovato dal cane antidroga di turno.

Di certo il delinquente vero alla vista delle divise non resta lì impalato a farsi identificare.

Agli abitanti appare evidente la mancanza di investigatori di razza, gli sbirri di una volta che conoscevano il territorio ed appena veniva commesso un reato sapevano subito dove andare a bussare.

Ora i detective sono pochi e appaiono poco incisivi.

Eppoi ci sono le contraddizioni sotto gli occhi di tutti di decine di uomini in divisa che non possono essere impiegati per pattugliare la città perché messi in naftalina per eventuali problemi di ordine pubblico, riserve che non entrano mai in campo anche quando i titolari non sono abbastanza.  Così, in questo centro storico assediato dal crimine, capita che squadre di carabinieri della legione Liguria di Sturla rimangano per ore chiusi nei blindati in piazza Matteotti con il motore acceso per avere l'aria condizionata e agenti del reparto mobile trascorrano intere le giornate senza allontanarsi dai blindati.