Genova, aumentano i reati commessi da minori
di Redazione
Crescono i reati commessi dai minori, la fragilità degli stessi, e le conflittualità in famiglia. È quanto emerge dalla relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario della presidente della Corte d'appello di Genova Elisabetta Vidali.
Sono "numerosissime le cause conflittuali coinvolgenti minori (connesse all'aumento delle denunce per violenza e dei cosiddetti 'codici rossi'), ben 2.223 i nuovi iscritti, che necessitano di ricorrere ai servizi sociali anche in sede di giudizio ordinario".
Nel 2025 sono aumentati i minori arrestati (+17%) e quelli sotto i 14 anni indagati che sono stati 347 contro i 313 del 2024 (+11%) e i 192 del 2023 (+80%).
"Anche la natura dei reati commessi dai minori, sempre più caratterizzati da violenza, scarsissima empatia nei confronti dell'altro e del diverso, utilizzo improprio dei social media, bulimia e aggressività sessuale - continua Vidali - suona come un forte campanello di allarme e chiama tutte le istituzioni ad elaborare e sollecitare, senza indugio, interventi tesi ad attivare adeguati strumenti educativi nei confronti dei minori, atteso che risulta in crescita la commissione di atti devianti da parte di ragazzi non imputabili, poiché di età inferiore ai quattordici anni".
"Le violenze sessuali, anche di gruppo, commesse da minori sono aumentate del 14%, complessivamente più che raddoppiate nell'ultimo triennio e il numero delle vittime minorenni registra un +32%" - prosegue Vidali -Per combattere violenza di genere e sessuale "ci vogliono grossi investimenti strutturali per predisporre e incrementare centri antiviolenza, case rifugio, formazione e assistenza". Un ruolo centrale di prevenzione "lo riveste la scuola anche attraverso una educazione sessuo-affettiva".
Le altre criticità riguardano le carenze di organico, con numeri spesso inadeguati e insufficienti alla quantità di flussi, sia nel settore civile che in quello penale. Per non parlare "del grave sovraffollamento carcerario. Ci sono 1598 detenuti a fronte di una capienza regionale di 1284 di cui il 51,58% stranieri".
Infine, l'uso dell'intelligenza artificiale è "un prezioso ausilio quale supporto tecnologico che necessita però di un uso improntato a trasparenza e controllo, discernimento e prudenza - ha detto Vidali -. Il mondo giuridico non potrà chiudersi aprioristicamente all'avvento dell'IA, ma deve serbarne una prospettiva teleologica che comprenda l'imprescindibile interazione umana. Non dimentichiamo poi che l'uso ricorrente all'intelligenza artificiale può portare alla compromissione del principio di indipendenza del giudice - ha concluso -, valore costituzionale sul quale non potrà mai prevale qualsiasi determinismo tecnologico".
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