Genova, allarme droga in centro storico: la nuova mappa dello spaccio

di Michele Varì

Viaggio fra le contraddizioni dei vicoli in cui anche Vittorio Brumotti fa flop

La casbah di Prè rimane il mercato della droga più impenetrabile dei vicoli del centro storico. Una zona franca da dove chi può se ne va. Sono lontani gli anni di Marechiaro e dello spaccio di stecche di sigarette dei napoletani.

Prè esemplifica meglio di ogni altra zona il fallimento delle politiche di integrazione avviate nella zona negli ultimi decenni. Lì, se si avvicina uno sconosciuto, viene subito segnalato dalle "vedette" che presidiano gli angoli. Una telefonata e la zona si ripulisce. A spacciare sono gli africani di colore, più qualche tunisino dalle parti di Porta dei Vacca e si può trovare ogni tipo di stupefacente.

Altri punti di spaccio H24 sono i vicoli della Maddalena: ci sono africani, di colore e magrebini,  ma pure sudamericani, come tante prostitute che fanno capolino quasi davanti a palazzo Tursi. Fra la droga in offerta primeggia la cocaina.

Nella vicina piazza delle Vigne, dove nasce l'ultima rivolta con un esposto alla Procura firmato da 300 abitanti, lo spaccio è in mano ai gambiani e ai senegalesi, e si trova ogni droga. Presenti anche fast food abusivi che rifocillano di specialità etniche prostitute e spacciatori. Empanadas e kebab. Nella zona gravitano anche antagonisti e anarchici dall'indole naif. Le scritte sui muri sporcano, ma a volte sono poesie. "Amo i vicoli e i suoi pericoli". Bella, peccato che poi l'amore sfiorisce e tanti cittadini se ne vanno a Castelletto.

A San Luca e via del Campo, la zona di De Andrè, delle lucciole e dei travestiti di vico Croce Bianca, spacciano i magrebini, ma pure gli africani di colore. Fra topi e cumuli di spazzatura da quelle parti è difficile vedere divise. E latitano pure gli spazzini. A due passi c'è un centro di accoglienza per migranti, ma nessuno degli abitanti ha mai protestato e forse se ne è mai accorto. Multedo con i suoi miasmi dei depositi petroliferi è lontana.

Piazza Banchi è una cartolina aperta, un imbuto dove prima poi finiscono tutti. I pusher la sfiorano, quasi con rispetto.

Spostandosi verso piazza delle Erbe e vico Mattoni Rossi, come in via dei Giustiniani e via San Bernardo, ci si immerge nel regno della movida più molesta e dei gavettoni, con i chupiti a 1 euro si trova ogni droga. I vomiti ai lati delle strade nel buio dei fine settimana segnano il passaggio delle compagnie di ragazzini euforici dopo notti insonni. Eccola la città sempre aperta dove si può mangiare una pastasciutta anche alle 3 di notte, come aveva auspicato nella sua campagna elettorale il sindaco Marco Bucci, che però vive sulla collina di Carignano. Gli abitanti non l'hanno mai dimenticato. Gli abitanti pensano a lui ad ogni coro da stadio che li sveglia dopo le 3 di notte.

La porta del paradiso dei ragazzini che sciamano da Matteotti sino alla terra di nessuno è salita Pollaioli. Movida e spaccio più soft in Canneto, la strada delle botteghe ora oasi dei fruttivendoli magrebini, dove, fra il Lungo e il Curto, un pusher a inizio maggio ha assalito un connazionale con l'acido ustionando pure tre avventori della cantina di 'Paul'. Spaccio libero invece in via Turati e Sottoripa, dove i pusher, anche se illuminati dai nuovi lampioni installati sotto i portici, la fanno da padroni.

Lo stupefacente più alla moda è il crack, cocaina ossidata da fumare, a volte consumata nei portici dei palazzi dei Rolli. Poi c'è la vecchia eroina, e ci sono la marijuana e l'hashish per le canne. Per un pezzo di fumo bastano 5 o 10 euro, 15 per una dose di crack, poco più per l'eroina.

Per gli investigatori l'aumento dello spaccio è dovuto all'aumento dei pusher ma anche e soprattutto al lievitare del numero dei consumatori. Clienti sempre più giovani, come raccontano gli investigatori della Narcotici della Mobile, ma pure dell'investigativa dei commissariati Prè e Matteotti, e delle compagnia Centro dei carabinieri che li hanno una stazione modello con il record di arresti in Italia come la Maddalena e una più defilata come quella di Campopisano.

Sembrano tanti ed invece gli "sbirri" sono pochi, anzi pochissimi, come le telecamere che funzionano. Gli arresti non mancano, ma sino a quando la droga leggera non sarà depenalizzata, come augurano anche molti poliziotti, sarà una lotta impari. "Le carceri sono piene e così tu li arresti e loro dopo pochi giorni, a volte ore, tornano liberi". Con obblighi difficili da far rispettare.

E poi nessuno riesce ad applicare una legge del Testo Unico sugli stupefacenti che prevede l'espulsione per gli spacciatori. Perché, al di là dei proclami e della propaganda, in realtà, di fondi e di accordi internazionali per rimpatriare, non i poveri diavoli, ma chi davvero commette reati, come lamentano carabinieri e poliziotti, non ce ne sono.

Così, in un palcoscenico così dolente e frammentato, ha gioco facile pure il provocatorio biker Vittorio Brumotti di Striscia la Notizia che impennando mostra arresti in diretta, facendo presa su tanti, ma non sulla gente dei carruggi, che lo spaccio, quasi un contraltare alla bellezza immutata dei vicoli, ce l'ha quotidianamente sotto gli occhi.

Michele Varì