Bimba Bordighera: insulti e minacce da detenuti di Marassi, Iannuzzi trasferito nel carcere di Ivrea

di Claudio Baffico

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Bimba Bordighera: insulti e minacce da detenuti di Marassi, Iannuzzi trasferito nel carcere di Ivrea

Nuovo trasferimento in carcere per Emanuel Iannuzzi, il compagno di Emanuela Aiello arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni di Bordighera deceduta lo scorso febbraio in circostanze ancora al vaglio degli investigatori.

L'uomo ha lasciato il carcere di Marassi, a Genova, per essere trasferito nell'istituto penitenziario di Ivrea, in Piemonte. La decisione sarebbe legata alle caratteristiche dei reati contestati e alla necessità di garantirne la sicurezza all'interno del sistema carcerario.

Secondo la Procura, la morte della bambina sarebbe riconducibile a un contesto di presunti maltrattamenti e violenze che coinvolgerebbero sia la madre sia Iannuzzi. Accuse gravissime che, come spesso accade nei casi di reati commessi ai danni di minori, possono determinare particolari criticità all'interno degli istituti di detenzione.

Fin dalle prime ore successive all'arresto, infatti, all'uomo sarebbero arrivati insulti e pesanti contestazioni legate alla vicenda della piccola Beatrice. Non è stato chiarito se all'interno del carcere genovese si siano verificati episodi specifici o se il trasferimento sia stato disposto esclusivamente a scopo preventivo per scongiurare possibili situazioni di rischio.

L'istituto di Ivrea è considerato uno dei principali punti di riferimento nel Nord Italia per la detenzione di persone coinvolte in procedimenti per maltrattamenti in ambito familiare, violenze domestiche e reati commessi nei confronti di minori. Nella struttura vengono frequentemente trasferiti anche indagati o imputati nell'ambito delle procedure riconducibili al cosiddetto "Codice Rosso", che riguarda i reati di violenza contro donne e soggetti vulnerabili.

Nel frattempo proseguono le indagini sulla morte della bambina. Nelle scorse ore Iannuzzi è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari, scegliendo di avvalersi della facoltà di non rispondere e di non fornire dichiarazioni in merito alle accuse contestate dagli inquirenti.

L'inchiesta resta aperta e dovrà chiarire le responsabilità e le circostanze che hanno portato alla tragica morte della piccola Beatrice.

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