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Fusione Amt-Atp, Beltrami: "Presto bus elettrici sulla linea Rapallo-Portofino"

di Marco Innocenti

"Per extraurbano e collinari, pensiamo più all'utilizzo del Gnl e poi dell'idrogeno ma si deve sviluppare la rete delle stazioni di ricarica"

La nuova azienda nata dall'inglobamento di Atp in Amt, per adesso, non ha ancora un nome né un marchio ma quel che conta è che abbia una strategia per il futuro del trasporto pubblico urbano ed extraurbano nella provincia di Genova. Per capire cosa cambierà adesso che, ad esempio, il parco mezzi totale sale a 900 vetture, 660 ex Amt e 240 ex Atp, siamo andati a chiederlo a Marco Beltrami, amministratore unico di Amt Genova.

"Per i passeggeri finora è cambiato poco - ha spiegato Beltrami - Per adesso quello che è visibile è la possibilità di comprare biglietti dell'una o dell'altra azienda sia sull'app di Amt che nelle biglietterie Amt. E questo è un piccolo cambiamento ma in termini prospettici cambieranno diverse cose. Poco alla volta procederemo ad una riorganizzazione che permetterà parecchie economie di scala. Stiamo ancora studiando alcune variazioni della livrea degli autobus, che però non cambierà nel breve periodo perché significherebbe un investimento notevole. Stiamo ragionando su un nuovo brand, un marchio per dare il segnale della novità".

Beltrami poi ha confermato l'impegno di Amt nel solco della mobilità elettrica. "Il bacino servito da Atp ha caratteristiche molto diverse - ha aggiunto Beltrami - Ci sono linee strettamente urbane ma anche linee con caratteristiche molto differenti. L'elettrico noi crediamo possa avere una declinazione per l'area urbana e per questo una delle prime linee sulle quali metteremo in servizio mezzi elettrici è quella che va da Rapallo a Portofino. Questo è l'ambito su cui stiamo approfondendo l'analisi. Per le linee collinari, l'elettrico non pensiamo sia il futuro. Lì stiamo valutando l'idrogeno come combustibile sostenibile. Nel futuro del trasporto di città metropolitana, dobbiamo immaginare uno scenario suddiviso fra elettrico in ambito urbano e idrogeno in collina. Forse faremo un passaggio intermedio sul Gnl come soluzione ponte fra l'attuale consumo di mezzi termici e l'idrogeno".

Questo però presuppone uno sviluppo parallelo delle stazioni di ricarica, sia per l'elettrico che per l'idrogeno o il gnl. "Questo è esattamente il tema centrale - ha confermato Beltrami - Lo sviluppo di queste tecnologie va visto non solo dal punto di vista del mezzo ma anche della ricarica. Per gli elettrici bisogna capire dove metterle ma anche per gnl o idrogeno. Per questa tecnologia attualmente le stazioni di ricarica sono poco presenti e con una complessità di gestione e di sicurezza".