Carcere di Marassi, detenuto psichiatrico prende a pugni un agente

di Claudio Baffico

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Carcere di Marassi, detenuto psichiatrico prende a pugni un agente

Ancora sangue, ancora violenza, ancora un agente della Polizia Penitenziaria ferito mentre lo Stato resta immobile. Ieri un detenuto di origine etiope, ricoverato presso il reparto SPDC dell'ospedale e ristretto per reati di sequestro di persona, violenza familiare ed estorsione, appena sottoposto a decontenzione si è immediatamente scagliato contro il personale di servizio, colpendo con un violento pugno al volto un poliziotto penitenziario.

Solo il tempestivo intervento del collega di supporto ha evitato conseguenze ben più gravi. I due agenti sono riusciti, con enorme difficoltà, a bloccare il detenuto, successivamente nuovamente contenuto dal personale sanitario. L'agente ferito è stato poi trasportato al Pronto Soccorso dopo l'arrivo dei rinforzi.

Durissimo l'intervento del Segretario della UIL FP  Polizia Penitenziaria, Fabio Pagani:

"Siamo davanti all'ennesima aggressione annunciata. È intollerabile che personale di Polizia Penitenziaria venga quotidianamente esposto a soggetti con gravissime patologie psichiatriche senza strumenti adeguati, senza tutele e senza una strategia seria da parte dell'Amministrazione. Si continua a sacrificare la sicurezza degli agenti per coprire incapacità gestionali ormai evidenti."

La UIL FP Polizia Penitenziaria ricorda che il detenuto in questione non è nuovo a episodi di estrema violenza: durante la detenzione ha già aggredito diversi appartenenti al Corpo e, presso l'istituto della Spezia, avrebbe addirittura provocato la frattura del setto nasale a un sovrintendente, con una prognosi di 30 giorni. Lo stesso detenuto avrebbe inoltre devastato più celle detentive.

"E nonostante tutto questo – prosegue Pagani – si continua irresponsabilmente a pretendere che la Polizia Penitenziaria gestisca da sola soggetti psichiatrici gravissimi, trasformando gli agenti in bersagli umani. È una follia istituzionale."

"Qui non si tratta più di emergenza, ma di totale fallimento del sistema. Ogni giorno si aspetta la tragedia definitiva prima di intervenire. Se chi dirige l'istituto non è in grado di garantire la sicurezza e l'incolumità del personale, abbia almeno il coraggio di assumersene la responsabilità e fare un passo indietro."

 

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