Domenica 11 Ottobre 2026

Politica

Salis da Fazio, caso Salone: "Meloni mi ha chiamato, era arrabbiata". Sinistra e futuro: "Serve un leader che non tema di fare cose di sinistra"

di r.p. ·

Salis da Fazio, caso Salone: "Meloni mi ha chiamato, era arrabbiata". Sinistra e futuro: "Serve un leader che non tema di fare cose di sinistra"

La sindaca di Genova ospite di 'Che tempo che fa': "Io terzo nome per mettere d'accordo il campo largo? Non vedo le condizioni, ma darò una mano"

La sindaca di Genova racconta a Fabio Fazio, nel salotto di Che Tempo Che Fa sul Nove, il retroscena dell'episodio dell'inaugurazione del Nautico e presenta il libro È già domani: «Volevo raccontare una storia positiva, di come questo Paese funziona ancora». E sul futuro della sinistra: «Serve un leader progressista che non abbia paura di dire e fare cose di sinistra».

CASO TAGLIO DEL NASTRO - C'è una telefonata di Giorgia Meloni, una mancata salita sul palco al Salone e il retroscena. "Mi ha chiamato ed era molto arrabbiata, ovviamente", racconta la Salis riferendosi al presidente del Consiglio e alla vicenda del mancato invito a salire sul palco. Un passaggio che riporta l'attenzione su quanto accaduto al Salone e sul confronto che ne è seguito. Il racconto della sindaca restituisce il clima di quelle ore, con la telefonata della premier e la reazione a un episodio che ha assunto anche un significato politico.

EX ILVA - "Io alle sette e mezza sarò già con gli operai, e ribadirò quanto ho già scritto al ministro: è assurdo che si fermi lo stabilimento di Cornigliano con tutto il lavoro che ci sarebbe. Il mio appello è perché si trovi la materia prima per far lavorare Cornigliano. La soluzione è procurare la materia prima da far lavorare a Cornigliano: basta volerlo e metterci le risorse, è inaccettabile che si fermi una fabbrica quando potrebbe lavorare bene, chiuderla poi costerebbe molto di più di quanti non costi tenerla aperta".

E' GIA' DOMANI - Al di là del retroscena, Salis rivendica la volontà di proporre una narrazione positiva del Paese. «Volevo raccontare una storia positiva, di come questo Paese funziona ancora», spiega presentando il libro È già domani. Un messaggio che si lega alla sua esperienza amministrativa e alla convinzione che la politica debba partire dai problemi concreti delle persone, senza rinunciare a una prospettiva di futuro. "Io sono una progressista che vive nel 2026 e cerca di guardare al futuro", afferma la sindaca, indicando la propria collocazione politica e il modo in cui intende interpretarla.

MODERATO E PROGRESSISTA - "Stiamo confondendo moderato con progressista", osserva la Salis. "Ti fanno definire moderata, in realtà secondo me è importante trovare un leader progressista, che non abbia paura a dire e fare cose di sinistra, ma che poi sappia dialogare con tutti i mondi del Paese". Il punto, nella sua lettura, è tenere insieme chiarezza politica e capacità di confronto: non scegliere tra identità e dialogo, ma costruire una proposta progressista che sappia parlare anche a chi non si riconosce tradizionalmente nella sinistra. In questo quadro, il ruolo dei sindaci assume un valore particolare.

PRIMARIE E PROGRAMMA - "Il centro della discussione dovrebbe essere il programma da presentare al Paese" sostiene la Salis, in merito alle vicissitudini del 'campo largo' sulla strada che porta alle elezioni 2027. "Non vedo le condizioni per cui possa essere io il terzo nome capace di mettere il campo largo d’accordo sulla leadership comune, ma di sicuro posso dare una mano, da sindaca puoi fare campagna elettorale per i partiti e la coalizione sui territori, tutti i sindaci del centrosinistra possono dare una grande mano in vista del voto, siamo anche quelli più prossimi agli elettori, possiamo essere carte importanti".

CLASSI MULTIETNICHE - Sul tema delle classi multietniche, molto dibattuto a Genova per via del caso Daneo, la sindaca sostiene: “Uno Stato risolve un problema, non fa diventare il bambino un problema”.

LA LEZIONE DEL PADRE EUGENIO - La dimensione personale completa il ritratto, con un aneddoto divertente. Nel corso della conversazione, la sindaca ricorda il padre Eugenio e un episodio che risale alla giovinezza. «Ero rimasta senza benzina da neopatentata. Mio padre è arrivato con la tanica, io con la macchina ferma. Mi disse: “Silvia, tu sei la figlia di un operaio. Non ti puoi permettere di essere una cretina nella vita, ti devi svegliare”

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