La corsa di Dello Strologo, fra spaccature e progetti non sempre omogenei

di Paolo Lingua

La corsa di Dello Strologo, sempre che sia una corsa, non è delle più facili. Nell’area del centrosinistra le divergenze tra i partiti alleati di tanto in tanto emergono. Il Pd, che nel suo interno a sua volta non è sempre omogeneo, di fatto ha sovente contenuti e progetti politici e amministrativi assai diversi dal M5s, dalla lista di  Sansa e dai partitini dell’estrema sinistra. Gli alleati sono dunque tutti sulla sinistra e voci, più o meno roche, dell’opinione pubblica scontenta. Quasi certamente  Dello Strologo avrebbe preferito allargare la sua propaganda e il suo messaggio elettorale a un’area di riformismo moderato per conquistare voti al centro, quelli che potrebbero essere strappati alla controparte di centrodestra. Per il PD e per il suo candidato sindaco le oscillazioni presentano rischi che si trasformano in “scivolate” e questo non rende facile la marcia d’una personalità certamente di alto profilo intellettuale e professionale, per molti aspetti un modello alla Beppe Pericu che certamente è stato il sindaco di maggior prestigio degli ultimi venticinque anni.

Mentre i piccoli partiti alleati, a cominciare da quel che resta dei “grillini”, appaiono in declino, il Pd ha affrontato faticosi cambiamenti al suo interno, con un forte declino però per quel che riguarda la presenza sul territorio, anche nelle aree tradizionali come la Valpolcevera, la Valbisagno e il Ponente. Si è rarefatto il rapporto tra l’organizzazione di partito e le categorie professionali, sindacati compresi. Anche per questo non è stato facile per Dello Strologo muoversi in uno spazio dove anche i congressi hanno messo in evidenza spaccature sia personali sia d’interesse. Qualche elemento più rissoso è emerso, ma per le conseguenze di scelte dell’amministrazione Bucci, a cominciare dalla discussa riforma della viabilità con l’introduzione (eccessiva e anche fuori luogo in una città come Genova “dagli amori in salita” come scriveva il poeta Giorgio Caproni) delle piste ciclabili.

E poi c’è l’insurrezione permanente di Sampierdarena per via del problematico trasferimento dei depositi chimici e petroliferi a Ponte Somalia. Dello Strologo s’è, come pare, svincolato dal rapporto in consiglio d’amministrazione di quelle imprese che poteva imbarazzarlo, ma è in grado di affrontare una guerra in trincea in un quartiere dalle aristocratiche tradizioni operaie? Lo si capirà nel volgere dei prossimi quaranta giorni quando, fissata la data del voto, la battaglia dovrebbe farsi più aspra. Ma nel frattempo non sembra agevole mettere insieme i nomi dei candidati tra le tante liste. Soprattutto non sembra facile trovare nomi di qualche prestigio o di qualche notorietà, quelli che un tempo erano definiti “cooptati dalla società civile”. Però questo tipo di candidati è solito muoversi se ha degli interessi professionali o imprenditoriali oppure se ha l’ambizione di correre sul carro del probabile vincitore. Per il momento Ariel Dello Strologo non ha realizzato queste cooptazioni che, considerato il suo ruolo sociale e professionale, forse poteva realizzare.

Ma dal momento che Marco Bucci sembra nettamente favorito, una parte di quel mondo (che è anche opportunista e le vicende del passato lo hanno ampiamente dimostrato, perché basterebbe pensare alla “corte” di Burlando nel suo decennio in Regione) semmai da tempo gli gira intorno. Anche sul piano strettamente politico si aggiunge un’altra riflessione. Il centrodestra, soprattutto dopo l’elezione del Presidente della Repubblica, ha dato vita a sbandate e a risse, alcune con punte irrazionali. Ma, alla vigilia del voto, per tenere le amministrazioni strappate al centrosinistra, in queste ultime settimane c’è stato un ricompattamento e anche qualche aggiunta (i “renziani” tanto per fare un esempio). In parole povere: è più importante vincere che partecipare. Il contrario esatto del famoso principio di De Coubertin per le Olimpiadi. E’ questa strategia concreta e praticona il vero ostacolo di Ariel Dello Strologo.