La visita
Imperia, Mattarella: "Le Province escano dal limbo". Sicurezza nelle città: "Violenze da soggetti inediti, serve analizzarle"
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Il capo dello Stato inaugura al teatro Cavour il 39° congresso dell'Unione delle Province italiane
Le Province sono istituzioni previste dalla Costituzione e il loro ruolo non può più restare sospeso in una transizione incompiuta. È il messaggio lanciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia inaugurale della 39ª Assemblea nazionale delle Province d’Italia, al teatro Cavour di Porto Maurizio a Imperia. Ad accoglierlo il sindaco Claudio Scajola, il presidente della Regione Marco Bucci, il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, il presidente UPI Enzo Lattuca. Presenti tra le autorità anche Silvia Salis, sindaca e presidente della Città metropolitana di Genova, e Pierluigi Peracchini sindaco e presidente della Città metropolitana della Spezia.
Nel suo intervento, il capo dello Stato ha affrontato diversi temi legati al funzionamento delle autonomie locali, alla coesione territoriale e alla necessità di garantire servizi adeguati ai cittadini, con particolare attenzione alle aree interne e ai piccoli Comuni.
1. Il ruolo costituzionale delle Province e la riforma incompiuta
«Qui a Imperia finisce l’Italia», è stato detto. «Vorrei completare l’immagine: qui comincia l’Italia», ha affermato Mattarella, richiamando la storia delle Province e dell’Unione delle Province d’Italia (UPI), soppressa durante la dittatura fascista e rinata a Firenze nel 1946.
Il presidente ha ricordato il percorso storico delle autonomie territoriali, dalla formazione dello Stato unitario al rilancio del principio autonomistico con la Repubblica, fino al coordinamento del 1990 e alla riforma costituzionale del 2001.
Le Province, ha sottolineato, hanno attraversato nell’ultimo decennio una fase di profonda incertezza. Dopo l’avvio di un percorso verso un nuovo modello istituzionale, il processo si è interrotto, lasciando gli enti in una condizione irrisolta.
«Il legislatore ha lasciato le Province nel guado», ha osservato Mattarella, chiedendo di superare una situazione che non può essere ulteriormente rinviata. «Occorre mettere fine alla transizione incompiuta, occorre far uscire questa istituzione dal limbo. Questo tema non può più essere rimandato o accantonato».
2. Servizi ai cittadini e sostegno alle aree interne
Un altro passaggio centrale del discorso ha riguardato le funzioni che le Province possono svolgere a favore delle comunità locali. Secondo il capo dello Stato, il venir meno di un riferimento istituzionale efficace rischia di incidere progressivamente anche sui diritti dei cittadini.
Le Province possono contribuire a garantire servizi e coordinamento non soltanto nei territori vicini ai capoluoghi, ma anche nelle aree interne e montane, spesso distanti dalle principali infrastrutture di trasporto.
Particolare attenzione è stata riservata ai Comuni medi e piccoli, che necessitano di supporto per svolgere pienamente le proprie funzioni. Il rafforzamento delle autonomie locali, ha ricordato Mattarella, rappresenta un elemento importante per la democrazia, la libertà e il pluralismo del sistema istituzionale.
3. Spopolamento e giovani, una missione nazionale
Il presidente della Repubblica ha richiamato inoltre la necessità di contrastare lo spopolamento e la progressiva perdita di popolazione di molti territori, soprattutto quelli più fragili.
«Contrastare lo spopolamento, ridurre la migrazione forzata dei giovani, valorizzare borghi e territori che rischiano l’abbandono è una grande missione nazionale», ha dichiarato, sottolineando che tutte le istituzioni devono concorrere a questo obiettivo.
Il tema riguarda la possibilità di mantenere servizi, opportunità e condizioni di vita adeguate anche lontano dai grandi centri urbani. La valorizzazione dei borghi e delle aree interne diventa quindi parte di un impegno più ampio per la coesione territoriale e per garantire ai giovani concrete prospettive di futuro.
4. Sicurezza dei Comuni e solidarietà alle Forze dell’ordine
Nel suo intervento Mattarella ha affrontato anche il tema della sicurezza, definendola una componente essenziale del servizio che le istituzioni devono assicurare alle comunità.
«Ogni violenza è inaccettabile», ha affermato, esprimendo piena solidarietà alle Forze dell’ordine, con evidente allusione ai tumulti a Milano e Torino.
Il capo dello Stato ha inoltre richiamato l’attenzione sulle violenze riconducibili a soggetti e contesti inediti, sottolineando la necessità di comprenderne le dinamiche attraverso un’analisi approfondita.
«Occorre un’analisi intelligente e approfondita» e un’attenta vigilanza per contrastare questi fenomeni, ha dichiarato, evidenziando la presenza di interrogativi che richiedono una riflessione sotto diversi profili.
5. Edilizia scolastica, gli investimenti devono proseguire oltre il PNRR
Infine, Mattarella ha richiamato l’importanza degli interventi per rendere gli edifici scolastici più moderni, accoglienti e sicuri. Il programma di ammodernamento, ha sottolineato, dovrà proseguire anche dopo la conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
«Siamo naturalmente ben consapevoli che il piano per ammodernare le nostre scuole e renderle sempre più accoglienti e sicure dovrà proseguire oltre il PNRR», ha affermato.
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