Protesta
Università, blitz degli studenti all'Albergo dei Poveri: annullati il convegno agli Erzelli e il passaggio di testimone tra i Rettori
Claudio Baffico - Filippo Serio ·
di steris ·
Appello congiunto dei primi cittadini di nove grandi città italiane: "Servono risposte immediate su carovita, lavoro, casa e trasporti". Dura condanna della violenza
Il crescente costo della vita, l’aumento delle tensioni sociali e le difficoltà che colpiscono famiglie e imprese spingono i sindaci di centrosinistra delle principali città italiane a chiedere un intervento urgente del Governo. In una dichiarazione congiunta diffusa da Bologna, i primi cittadini di Roma, Firenze, Bari, Bologna, Torino, Napoli, Milano, Genova e Cagliari lanciano un appello alle istituzioni, sollecitando un confronto immediato con l’esecutivo. Il documento porta la firma di Roberto Gualtieri, sindaco di Roma; Sara Funaro, sindaca di Firenze; Vito Leccese, sindaco di Bari; Matteo Lepore, sindaco di Bologna; Stefano Lo Russo, sindaco di Torino; Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli; Beppe Sala, sindaco di Milano; Silvia Salis, sindaca di Genova; e Massimo Zedda, sindaco di Cagliari.
Al centro dell’iniziativa c’è la preoccupazione per la tenuta della coesione sociale e per le conseguenze economiche che stanno interessando le comunità. «Il patto sociale e il patto generazionale si stanno rompendo, è ormai evidente», affermano i sindaci, indicando la necessità di intervenire su alcune questioni considerate fondamentali: «il diritto all'abitare, le tutele per chi lavora, il trasporto pubblico efficiente».
Nella nota, gli amministratori sottolineano come il caro vita stia aggravando le difficoltà quotidiane dei cittadini, alimentando un clima di crescente tensione. «Le nostre città sono in sofferenza da nord a sud a causa del carovita e di tutto ciò che sta comportando. Questa situazione sta mettendo a dura prova le nostre comunità, acuendo le tensioni, e merita risposte immediate», dichiarano.
A preoccupare i primi cittadini è anche l'impatto del rincaro energetico sul sistema produttivo, soprattutto nel Mezzogiorno. «In questo momento ci sono segmenti produttivi a cui conviene restare fermi più che lavorare, soprattutto al Mezzogiorno, a causa dell'aumento repentino del costo dell'energia», osservano.
I sindaci chiedono quindi al Governo di aprire un confronto in tempi brevi, rivolgendosi in particolare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, indicati nella dichiarazione come interlocutori di riferimento per le questioni legate all’ordine pubblico.
L’appello è accompagnato da una netta presa di posizione contro gli episodi di violenza e distruzione: «Diciamo un no assoluto alla violenza e alla distruzione, di cui non saremo mai complici. Adesso è il momento che le istituzioni facciano fronte comune e che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Chiediamo che il Governo convochi i sindaci al più presto».
Nel finale, i primi cittadini invitano ad abbandonare lo scontro politico per concentrarsi sulle difficoltà concrete del Paese: «Puntarsi il dito contro non farà calare il costo della benzina, né ridurrà la tensione esistente nel nostro Paese».
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook