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Genova, sgominata banda di spacciatori ecuadoriani: erano "i narcos" della Zona Rossa

di Marco Innocenti

Tre arresti e 6 misure cautelari. Coinvolti anche alcuni minori, reclutati come pusher

Sono sette i destinatari di altrettante ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri del comando provinciale di Genova alle prime luci dell'alba. I sette, tutti di origine ecuadoriana, sono accusati in concorso di detenzione e spaccio di droga. Si tratta di Alava Artega N. di 32 anni, Alava Artega B. di 30, Cedeno Briones T. di 27, Alvarez Ibarra M. di 30, Espinoza Alava A. di 28, Alcivar Vasconez D. di 21 e Meza Crespo E. di 25. L'indagine, denominato dai militari "El Cartel" e condotta dai carabinieri del Comando di Compagnia Genova Centro, coordinati dal procuratore Cozzi e dai sostituti Paolucci e Abbatecola, era stata avviata nel 2019 dopo numerose segnalazioni di spaccio da parte di giovane di origine sudamericana

Le indagini hanno permesso di tracciare una fitta rete di contatti, acquirenti e pusher locali, tanto da evidenziare un'attività quasi monopolistica della banda nei quartieri di ponente della città, banda che si ritiene fosse guidata dai due fratelli Alava Artega e Cedeno e che aveva come zona privilegiata per i contatti con i propri clienti proprio la cosiddetta "Zona Rossa", definita dopo il crollo di Ponte Morandi.

I tre capofila sarebbero stati individuati come i responsabili dell'acquisto della droga dai grossiti e dell'organizzazione generale della rete di spaccio. Per loro è scattata quindi la misura cautelare in carcere mentre per altri 6 soggetti è scattata la misura dell’obbligo di dimora. L’avviso di conclusione delle indagini colpisce però anche altri 6 soggetti “minori”, sempre di origine ecuadoriana, incaricati dalla banda del procacciamento degli acquirenti e della gestione dello spaccio nei vicoli e nelle piazze. Nel corso delle indagini poi sono stati effettuati anche 3 arresti in flagranza di reato con il conseguente sequestro di circa 2 kg di sostanza stupefacente. Dalle perquisizioni domiciliari, sono poi saltati fuori altri 500 grammi di marijuana, una modica quantità di cocaina, 50 ml di metadone e la somma in contanti di duemila euro circa.