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Genova, la crisi del commercio: chiude anche lo storico Balilla

di Redazione

L'appello di Ascom: "Serve il Terzo Valico, dobbiamo uscire dall'isolamento"

Rinascente, Moody e adesso lo storico Balilla di Via Cesarea. Sono solo le ultime di molte aziende che negli ultimi mesi hanno dichiarato il fallimento abbassando le saracinesche nel centro di Genova. Il commercio a Genova sta attraversando un nuovo periodo di crisi e i numeri lo dimostrano. Genova, nel 2018, ha visto la chiusura di un’impresa al giorno. I lavoratori nel settore del commercio sono calati di oltre 5000 unità. Sono solo alcuni dei dati di Unioncamere che mostrano una situazione preoccupante nel capoluogo ligure.

"Purtroppo nel caso del balilla sono problemi che arrivano da molto lontano - sottolinea Alessandro Cavo, Vice Presidente Vicario di Ascom Confcommercio Genova - quindi si tratta di un qualcosa di già scritto. I problemi nel commercio a Genova ci sono e sono abbastanza gravi ormai da molti anni. Il commercio funziona dove il commercio riesca portare linfa vitale e mercato. L'offerta sta cambiando e deve cambiare. nelle ultime settimane ci sono state belle iniziative, ricordo il MOG e il Green Village ad Albaro ad esempio. penso che ci sia grande fermento, tendo a guardare il bicchiere mezzo pieno e a essere positivo."

 La ripresa, però, appare ancora lontana e fondamentale sarà lo sblocco delle grandi opere in primis del Terzo Valico: "Genova deve tornare a essere una città popolosa con le fasce di età più produttive, quindi orientate a spendere di più. Quindi consumatori che siano più portati a uscire e a vivere la città. Credo che molte iniziative siano state messe in campo, ma purtroppo ci vorranno anni prima che abbiano successo. Una su tutte, per noi commercianti è il Terzo Valico. Questo ci permetterà di avere una 'metropolitana veloce' per Milano per far sì che Genova esca da questo isolamento che è stato molto lungo."