Domenica, 16 giugno 2019  

Cremagliera di Granarolo, odissea finita: in due mesi la vettura 2 in servizio

Maxi operazione notturna per metterla sui binari, Beltrami: "Finalmente garantiamo il servizio"
2019-04-15T21:18:17+00:00

La vettura 2 della cremagliera di Granarolo è tornata a casa. Ad attenderla, sfidando l’insolito vento gelido di metà aprile sopra la stazione di Genova Principe, c’erano i tecnici di Amt, il presidente Marco Beltrami, il personale di Rfi, qualche curioso. E soprattutto gli abitanti che, incrociando le dita, potranno dire addio a 17 anni di disservizi.

Per mettere la carrozza in linea c’è voluta una notte di lavoro. Dal deposito della Vernazza di Fegino, dove era arrivata il 12 marzo, la vettura è stata trasportata in via del Lagaccio, dove c’è la stazione a valle, da una speciale bisarca. Un’autogrù l’ha poi sollevata e posizionata sui binari. Durante l’operazione il traffico ferroviario è stato interrotto per sicurezza: il carico complessivo sulla volta della galleria sfiorava le 80 tonnellate (solo la gru ne pesa 48). In mattinata è stata portata in officina, presso il capolinea di Granarolo.

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Il vagone gemello non entrerà subito in servizio: prima dovranno essere completate le verifiche tecniche. All’incirca ci vorranno due mesi, salvo imprevisti. “Tutto dipende da Ustif, l’ente regolatore, che imporrà alcuni chilometri di prova. Non sappiamo ancora quanti saranno”, spiega Marco Beltrami. “Ma entro qualche settimana avremo due carrozze. E potremo garantire una continuità di servizio che in questi anni è mancata”.

Gemella sì, ma completamente rinnovata. “Erano omozigoti, ora sono eterozigoti – scherza Giampiero Fabbri, direttore delle ferrovie di Amt – La vettura 2 è tecnologicamente molto più avanzata. Tutto il sistema di guida è modificato. Abbiamo il vigilante attivo, significa che in caso di pericolo la macchina si ferma. La guida sarà elettronica, molto più facile per il macchinista. E poi PLC, encoder, un altro sistema di trazione e frenatura. È un prototipo, per un po’ di tempo dovremo fare delle prove”.

Costo dei lavori 400mila euro, contando solo le spese esterne. Il restauro era stato affidato nel 2002 a un’impresa di Arquata Scrivia che però è fallita. Nel frattempo sono stati persi i progetti esecutivi e Amt ha dovuto bandire una nuova gara per redigerli. Quindi il trasferimento a Caserta, dove la carrozza è rimasta per più di tre anni subendo ulteriori rallentamenti tecnici. La ditta Fd Costruzioni, vincitrice dell’appalto, era stata pure indagata per un presunto giro di tangenti, inchiesta conclusa coi titolari Giovanni e Antonio De Luca scagionati. Un’odissea finita solo domenica sera.

Con due vetture in azione la frequenza potrebbe tornare a 15 minuti in ora di punta, molto più accettabile rispetto alla mezz’ora attuale. Ma soprattutto, in caso di guasto a uno dei due mezzi, chi abita lungo il tracciato e non ha alternative non subirà più l’assenza totale di servizio. Tra qualche mese l’operazione andrà ripetuta per la carrozza già in uso. “L’obiettivo poi sarà far diventare la vettura 1 come la 2 – spiega Fabbri – il finanziamento lo abbiamo già, spero che il prossimo anno si possa partire col revamping”.

“Per noi significa vivere meglio la vita quotidiana di tutti i giorni perché questa carrozza vecchia non ce la fa più, è un disservizio perché è sempre ferma e noi dobbiamo scarpinare nelle creuse che sono in condizioni indecenti”, commentano Angela Aicardi e gli altri residenti del comitato di Granarolo, in spedizione notturna per dare il benvenuto alla carrozza.

Ora la speranza è rilanciare tutta la zona in chiave turistica. “Domenica – spiega Francesca Campanella – c’era pieno di crocieristi che prendevano la cremagliera per vedere il panorama. È la prima attrazione, proprio davanti alla stazione marittima”. E, visto qualche tecnico particolarmente affezionato ha battezzato ‘Carolina’ la vettura 1, ora c’è chi pensa perfino a un concorso per dare un nome a quella nuova. “Ma per ora la chiameremo Carolina 2”.

Fabio Canessa