Giovedì 08 Ottobre 2026

Transport

Trasporto e logistica valgono il 19% del PIL: nuovo studio Federtrasporto e Confindustria Centro Studi

di R.P. ·

Trasporto e logistica valgono il 19% del PIL: nuovo studio Federtrasporto e Confindustria Centro Studi

A fare chiarezza su questa realtà è lo studio “Rilevanza dei trasporti e della logistica in Italia” di Federtrasporto

C’è un’economia “invisibile” ma vitale che muove miliardi di euro e pesa sul PIL italiano: è il settore dei trasporti e della logistica, che muove merci e persone. Secondo canali ufficiali della statistica vale 86 miliardi, pari al 4,8% del Pil nazionale. Ma si tratta di una fotografia parziale, che rischia di sottostimare il suo vero peso strategico. Quello reale, infatti, è di 341 miliardi di euro di valore aggiunto attivato nell’intera economia, pari al 19,0% del PIL nazionale. Questa è la ricchezza che l’Italia perderebbe senza il sistema dei trasporti.

A fare chiarezza su questa realtà è lo studio “Rilevanza dei trasporti e della logistica in Italia” di Federtrasporto, in collaborazione con il centro studi di Confindustria, presentato oggi a Roma durante l’assemblea annuale.

In linea con la visione strategica della federazione di Confindustria — che riunisce gli operatori e i gestori delle infrastrutture, la mobilità delle persone, il trasporto merci e la logistica nelle modalità su gomma, ferro e aereo – la ricerca dimostra quindi la necessità di andare oltre la classica separazione tra le singole modalità di trasporto.

“È un unico sistema industriale a tutti gli effetti – dichiara Paolo Colombo, presidente della Federtrasporto. Questi sono numeri importanti che impongono un cambio di prospettiva: la mobilità delle persone e la mobilità delle merci non possono più essere considerate attività ancillari o un semplice costo da comprimere, ma una leva della politica industriale e della competitività del Paese. Questo vale per la mobilità delle persone come per la manifattura. È necessario, quindi – conclude Colombo – accompagnare le imprese nel passaggio dal franco fabbrica al franco destino. Rinunciare a gestire la catena logistica significa rinunciare a valore aggiunto, competenze e controllo sulla relazione con il cliente”

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