Injziativa
Genova, Mascia (FI) propone di estendere il 'reddito alimentare': "Aiuti accessibili a tutti i cittadini in difficoltà"
R.C. ·
di R.P. ·
Il disegno di legge, al centro della seduta odierna, divide maggioranza e opposizioni:
È scontro in Consiglio regionale sulla creazione dell'Agenzia regionale del trasporto pubblico locale. Il disegno di legge, al centro della seduta odierna, divide maggioranza e opposizioni: da una parte Vince Liguria rivendica le opportunità di una gestione unitaria e più efficiente del settore, dall'altra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle contestano l'impostazione della riforma, denunciando incertezze organizzative, dubbi sui costi e il rischio che le risorse vengano sottratte ai servizi per i cittadini.
Per Matteo Campora, capogruppo di Vince Liguria, e il consigliere Federico Bogliolo, l'agenzia rappresenta un'occasione per superare le frammentazioni e valorizzare le risorse del territorio. «Condividiamo questo percorso perché crediamo che lavorare insieme sia fondamentale», affermano, sottolineando che la Regione è ancora nella fase di progettazione, con l'obiettivo di individuare la soluzione migliore.
Secondo Campora, un'agenzia regionale unica potrebbe garantire benefici non soltanto sul fronte del recupero dell'Iva, ma anche attraverso una gestione più coordinata dell'intero comparto del trasporto pubblico locale. Il capogruppo di Vince Liguria richiama gli interventi già messi in campo dalla Regione, a partire dai 40 milioni di euro stanziati nel 2026 per il piano di risanamento di Amt. Un impegno finanziario che, secondo Campora, deve essere accompagnato da un'organizzazione in grado di utilizzare efficacemente le risorse pubbliche e sostenere le amministrazioni alle prese con i costi dei servizi.
Bogliolo individua invece il principale valore aggiunto della riforma nella creazione di un unico punto di coordinamento, con Regione Liguria come riferimento generale per mettere in rete le diverse realtà territoriali, da ponente a levante, condividendo le esperienze positive e valorizzando le specificità locali. Il consigliere ricorda inoltre l'incremento di 9 milioni di euro delle risorse regionali per il trasporto pubblico locale negli ultimi due anni e lo stanziamento di 1,2 milioni per il fondino destinato ai dipendenti che intendono andare in pensione. L'obiettivo, secondo i due esponenti di Vince Liguria, è costruire un sistema più integrato, efficiente e vicino alle esigenze dei cittadini.
Di segno opposto il giudizio del Partito Democratico. Davide Natale, consigliere regionale e relatore del Pd sul disegno di legge, ha annunciato il voto contrario del gruppo, definendo la proposta «un progetto confuso su obiettivi e modalità di attuazione» e attribuendola al fallimento delle scelte della Giunta Bucci e del centrodestra dal 2015 a oggi.
Natale contesta soprattutto il percorso seguito dall'esecutivo regionale, accusato di non aver aperto un confronto preventivo con le opposizioni, le organizzazioni sindacali e le aziende di trasporto. Il testo, osserva, è stato modificato rispetto alla precedente impostazione: viene cancellato il ruolo di Filse e la costituzione della nuova agenzia viene affidata a una società in house regionale che, secondo il consigliere dem, non sarebbe nemmeno identificata negli atti. Restano quindi, nella lettura del Pd, interrogativi su chi dovrà realizzare la struttura, con quali modalità e a quali costi.
Il nodo principale riguarda però le risorse economiche. Natale evidenzia che la nuova formulazione consentirebbe di destinare alla Regione una quota dei fondi per il trasporto pubblico locale per le proprie attività senza prevedere un tetto massimo, mentre nella versione precedente il limite era di circa 3,5 milioni di euro. «Risorse che noi vogliamo che servano a garantire corse, collegamenti e qualità del servizio e che invece saranno assorbite dalla nuova struttura amministrativa», sostiene. Il consigliere segnala inoltre che per il 2027 e il 2028 sarebbero previsti dieci milioni di euro in meno rispetto al 2026, chiedendo garanzie sulla capacità delle aziende di programmare investimenti e attività. Tra le questioni ancora aperte, anche il futuro delle agenzie territoriali già operative a Genova e alla Spezia e il loro coordinamento con il nuovo organismo regionale.
Contrario alla riforma anche il Movimento 5 Stelle. Il capogruppo regionale Stefano Giordano considera il disegno di legge l'ennesima modifica organizzativa che, a suo giudizio, non affronta le criticità strutturali del trasporto pubblico ligure. «Il trasporto pubblico non si salva modificando una casella nell'organigramma regionale», afferma, chiedendo al presidente Marco Bucci di assumersi le responsabilità politiche per le scelte compiute negli anni precedenti.
Giordano richiama in particolare la situazione economica di Amt, citando perdite superiori a quattro milioni di euro al mese e i dati sul disavanzo richiamati dal vicesindaco di Genova Terrile: 56 milioni di euro nel 2024 e un risultato negativo di 26,4 milioni nel 2025, contenuto anche grazie ai contributi pubblici. Numeri che, secondo il capogruppo pentastellato, impongono una riflessione sulle responsabilità di chi ha amministrato il capoluogo negli anni passati.
Le difficoltà, aggiunge Giordano, non riguardano soltanto Genova, ma l'intera Liguria, tra aumento dei costi energetici, squilibri finanziari e differenze territoriali. Il rischio, denuncia, è che a pagarne le conseguenze siano ancora una volta gli utenti, attraverso tagli ai servizi, aumenti delle tariffe e un peggioramento delle condizioni di lavoro. Il M5S chiede quindi di partire dall'analisi dei conti delle aziende e dalle esigenze concrete dei cittadini, che hanno bisogno di autobus e treni efficienti, puntuali e adeguati alle necessità di mobilità.
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook