Genova, truffato anziano con la tecnica della falsa rapina: tre arresti e recuperati gioielli per 100mila euro
R.C. ·
Cronaca
di R.C. ·
Dopo un anno, ha ottenuto la procedura con l’assistenza di un medico da fuori regione. L’Associazione Coscioni rilancia la richiesta di una legge regionale
Una persona di 47 anni, affetta da sclerosi multipla, è morta ieri in Liguria dopo essersi autosomministrata un farmaco per il fine vita fornito dal Servizio sanitario nazionale. È il terzo caso nella regione e il diciannovesimo in Italia, secondo quanto riferito dall’Associazione Luca Coscioni, che ha seguito il percorso.
La persona aveva presentato nel giugno 2025 alla propria azienda sanitaria la richiesta di verifica dei requisiti per accedere al suicidio medicalmente assistito, dopo essersi informata sui propri diritti. Il via libera è arrivato nel settembre 2026, con il riconoscimento delle quattro condizioni previste dalla giurisprudenza costituzionale: patologia irreversibile, sofferenze ritenute intollerabili, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e capacità di assumere decisioni libere e consapevoli.
A rallentare il percorso è stata la mancata disponibilità di medici all’interno della Asl di riferimento per assistere la persona durante la procedura. L’azienda sanitaria aveva prospettato la possibilità di indire un bando pubblico per individuare un professionista anche fuori regione, ma, di fronte al peggioramento delle condizioni e alle sofferenze, la persona non ha voluto attendere ulteriormente. È intervenuto quindi il medico di fiducia Mario Riccio.
Nel messaggio lasciato prima della morte, la persona ha chiesto che la propria scelta fosse rispettata e ha auspicato procedure più rapide e chiare per chi si trova in condizioni analoghe. «Un diritto può dirsi realmente garantito soltanto quando è possibile esercitarlo concretamente, senza ostacoli e in tempi compatibili con la sofferenza di chi lo richiede», si legge nel testo diffuso dall’associazione.
La segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo, e il tesoriere Marco Cappato hanno sottolineato la necessità di organizzare il servizio sanitario affinché siano disponibili professionisti volontari in grado di completare le procedure, richiamando la proposta di legge regionale «Liberi Subito».
Gli altri due casi liguri seguiti dall’associazione riguardano un uomo di, 56 anni, affetto da sclerosi multipla progressiva e morto nel febbraio 2026 dopo un’attesa di circa un anno, e un uomo di 66 anni, paralizzato in seguito a un trauma cervicale e morto il 28 aprile, dopo dieci mesi di attesa e due diffide legali.
In passato alcuni cittadini italiani sono andati in Svizzera, dove esistono associazioni specifiche che dispongono anche di strumenti come la capsula ad azoto 'Sarco' (nella foto). Intanto, in Liguria prosegue il percorso della proposta di legge regionale «Liberi Subito», promossa dall’Associazione Luca Coscioni e già approvata in Veneto, Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna. Depositata per la prima volta nel febbraio 2024, la proposta aveva avviato l’iter in Commissione Salute e Sicurezza Sociale, interrotto dopo le dimissioni dell’allora presidente della Regione Giovanni Toti e la successiva tornata elettorale. Dopo un nuovo deposito nella legislatura successiva e ulteriori rallentamenti, il consigliere regionale Gianni Pastorino, primo firmatario, ha attivato l’articolo 32 per riportare la discussione direttamente in Aula.
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