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“Mappiamoci” arriva nel Ponente genovese: giovedì 29 ottobre l’incontro con i giovani a Pegli
Redazione ·
di Fabio Canessa ·
Giù il civico 10 di via Porro senza esplosivo. Bucci: "Best option per le pile resta il 24 giugno"
Intanto il Comitato Liberi Cittadini di Certosa e l'Osservatorio Nazionale Amianto (Ona) hanno integrato per la seconda volta l'esposto-querela presentato in Procura a Genova lo scorso 20 febbraio 2019 per chiedere maggiori controlli sull'uso degli esplosivi in relazione alla demolizione della Pila 8 dell'ex viadotto Morandi.
Nel documento il comitato chiede "l'apertura di nuove indagini sull'uso dell'esplosivo per l'abbattimento delle pile 10 e 11". Secondo Ona e il Comitato di Certosa "la popolazione, nonostante la presenza di date ufficiose riguardo l'esplosione del ponte, non sarebbe stata messa a conoscenza adeguatamente di questa intenzione e di alcuni temi connessi come l'evacuazione e lo stoccaggio e il trasporto dei detriti delle due pile fatte saltare in aria con la dinamite".
"Al di là di tutte le rilevazioni e le valutazioni - scrive nella nota il presidente di Ona Ezio Bonanni -, temiamo ci sia un grave rischio per la salute dei cittadini e insistiamo perché venga applicato il principio di precauzione e venga rimosso alla radice ogni forma di rischio, con riferimento alle popolazioni investite del crollo del ponte".
Il tema dell'amianto presente nel manufatto, rende impossibile pensare a una "soglia rischio 0" per la popolazione dei due quartieri più vicini al Morandi, Certosa e Sampierdarena. Gli enormi piloni del ponte, inoltre, andrebbero a cadere sul terreno del Parco Ferroviario contenente amianto e altre sostanze cancerogene, così come dimostrano le analisi effettuate sul pietrisco dalla stessa struttura commissariale.
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In giornata sono terminate le prove nella ex cava dei Camaldoli per testare le misure mitigative da porre in atto in previsione della demolizione delle pile 10 e 11, e anche gli effetti delle cariche esplosive sugli stralli. I tecnici di Siag, l'azienda incaricata dall'Ati dei demolitori con la collaborazione dell'Esercito, del nucleo artificieri della Polizia di Stato e i volontari di AIB (Associazione Incendi Boschivi) della Protezione Civile hanno eseguito più prove durante l'arco della giornata per testare alcune tecniche straordinarie legate all'abbattimento del viadotto.
Oggi sono stati ripetuti i test per sollevare muri d'acqua utilizzando i new jersey smontati dal viadotto stesso, in questa occasione è stato aggiunto un colorante per misurare l'altezza della colonna generata dall'esplosione. Successivamente sono state effettuate ulteriori prove di taglio dell'acciaio all'interno di alcuni spezzoni di strallo con le stesse caratteristiche del viadotto Morandi.
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