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R.S. ·
di R.C. ·
Un percorso fotografico racconta i cambiamenti urbanistici e sociali della città. L’esposizione apre il 14 ottobre e sarà visitabile fino al 31 gennaio 2027
Una città che cambia, tra nuovi quartieri, trasformazioni urbanistiche, grandi eventi e storie di vita quotidiana. È la Genova raccontata attraverso oltre mezzo secolo di fotografie di Giorgio Bergami, protagonista della mostra “Giorgio Bergami e la città in trasformazione”, che inaugura mercoledì 14 ottobre a Palazzo della Meridiana e resterà aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2027.
Promossa dall’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana – APS e realizzata in collaborazione con l’Archivio Giorgio Bergami, l’esposizione è curata da Francesco Saverio Fera, Matteo Fochessati, Gian Domenico Ricaldone e Stefano Scarpa. Le immagini, ristampate per l’occasione nel rispetto dei tagli e dei contrasti dei negativi originali, ripercorrono le trasformazioni che dal secondo dopoguerra hanno modificato il volto della città e la vita dei suoi abitanti.
A quasi vent’anni dalla retrospettiva “Parole degli occhi. 50 anni di fotografia”, ospitata a Palazzo Ducale nel 2007, il lavoro di Bergami torna a offrire una lettura della storia genovese attraverso le persone e i luoghi che l’hanno attraversata.
“Non ho estetizzato, perché sono rimasto addosso alla vita”: la frase del fotografo riassume lo spirito del percorso espositivo. Come sottolineano i curatori, Bergami non si è limitato a documentare i cambiamenti architettonici e urbanistici, ma ha raccontato anche le esperienze, le difficoltà e la capacità di adattamento delle comunità coinvolte.
La mostra si articola in sei sezioni: La città che cambia, Trasformazioni sociali, Alluvione, Politica e antifascismo, Emarginazione e Volti e personaggi del tempo. Un itinerario che, nell’anno delle celebrazioni per il centenario della Grande Genova, permette di osservare come espansioni, demolizioni, nuove costruzioni e cambiamenti nella destinazione degli spazi abbiano inciso non soltanto sul paesaggio urbano, ma anche sulle relazioni sociali.
Le fotografie dedicate alla città del dopoguerra documentano la crescita dei quartieri, la cementificazione delle colline e le conseguenze della speculazione edilizia, fino a episodi drammatici come il disastro di via Digione del 1968. Accanto alle trasformazioni materiali emergono però anche le persone, impegnate a trovare nuovi equilibri e a costruire legami in una città in rapida evoluzione.
Un capitolo è riservato all’alluvione dell’ottobre 1970, quando lo straripamento del Bisagno colpì duramente Genova. Le immagini mostrano la devastazione, ma anche la risposta della popolazione e il lavoro dei volontari impegnati a liberare strade e quartieri dal fango. Un altro nucleo ripercorre le manifestazioni e gli scontri del 30 giugno 1960, nel corso della mobilitazione antifascista che segnò profondamente la storia civile cittadina.
Lo sguardo di Bergami raggiunge anche le realtà più fragili: dai quartieri popolari all’angiporto, dagli istituti di rieducazione giovanile alle strutture sanitarie. Le sue fotografie restituiscono dignità alle persone ritratte, evitando ogni spettacolarizzazione della sofferenza.
A completare il racconto sono i volti della Genova di un’intera epoca. Accanto a lavoratori, residenti e manifestanti compaiono figure della cultura, dello spettacolo e della politica, tra cui Ernest Hemingway, Humphrey Bogart, Gino Paoli, Fabrizio De André e Sandro Pertini. Il percorso si estende inoltre alla storia portuale, mettendo a confronto la città legata al lavoro marittimo con la trasformazione del Porto Antico in occasione dell’Expo colombiano del 1992.
“Regione Liguria è orgogliosa di sostenere questa splendida mostra”, dichiara la vicepresidente regionale con delega alla Cultura e allo Spettacolo Simona Ferro, sottolineando il valore delle fotografie come testimonianza della memoria collettiva e come strumento per aiutare soprattutto le nuove generazioni a comprendere le radici del territorio.
Per l’assessore alla Cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari, la retrospettiva offre una chiave di lettura per riscoprire la storia cittadina e comprendere la stratificazione della Genova contemporanea. Anche il presidente dell’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana, Davide Viziano, evidenzia l’importanza di avvicinare i giovani alla storia della città attraverso le immagini di chi ne ha seguito da vicino le trasformazioni.
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