forum chirurgia del futuro
Forum Acoi, la diretta Telenord. Bordon: "Sulle liste d’attesa per specialistica ambulatoriale la Liguria è la migliore per volumi aumentati"
Maria Mantero ·
di Maria Mantero ·
Alberto Monteni a Telenord: "Dobbiamo ricordare che le nuove tecnologie devono essere governate. Dobbiamo acquisire le competenze per utilizzare al meglio questi strumenti che sono positivi"
Il futuro della chirurgia passa da Portofino. Il Forum Acoi, Next la chirurgia del futuro, promosso dall’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI) in collaborazione con il Comune di Portofino e trasmesso in diretta da Telenord, ha messo a confronto chirurghi, ricercatori, ingegneri, giuristi e istituzioni su come affrontare la trasformazione portata da intelligenza artificiale e robotica.
Tra i nodi emersi c’è la crescente difficoltà di attrarre giovani verso la professione: la chirurgia non è più così appetibile per i possibili chirurghi di domani. Per il presidente nazionale Vincenzo Bottino occorre ripensare i percorsi formativi, integrando simulazione e strumenti digitali accanto alle competenze cliniche e manuali, perché la tecnologia diventi un alleato per la qualità e la sicurezza delle cure.
ACOI intende assumere la leadership istituzionale e scientifica della transizione, per evitare che l’innovazione si traduca in una subordinazione acritica del clinico agli automatismi algoritmici. L’idea è il passaggio dal “chirurgo artigiano” al “Centauro Digitale”, un professionista le cui capacità sono potenziate dalle tecnologie di frontiera ma che resta ancorato a umanesimo, intuito esperienziale e rigore etico.
Alberto Monteni, coordinatore regionale ACOI Giovani per la regione Lombardia ai microfoni di Telenord ha risposto alla domanda: Perchè i suoi colleghi non aspirano a diventare chirurghi?
"I motivi sono molteplici e risalgono dalla notte dei tempi. Purtroppo in Italia ad ora non è garantito un processo formativo completo e coerente con il lavoro che si andrà poi a fare. Le ore di lavoro sono sempre molto maggiori rispetto a quello che dovrebbero. Le soddisfazioni professionali sono molto tardive quando ci sono". Monteni poi spiega "l'autonomia sia in sala operatoria che poi decisionale in molti casi arriva anche quella in maniera molto tardiva e non bisogna neanche trascurare, purtroppo, ma è una cosa trasversale nella professione medica, tutto il mondo medico-legale e le cause a cui siamo sottoposti con tutto il relativo stress e il burnout che ne consegue".
Si è parlato anche di come è cambiata la formazione dei chirurghi in questi anni e come ha impattato la tecnologia, la digitalizzazione e anche l'intelligenza artificiale. "Sì, assolutamente, abbiamo sia sottolineato gli aspetti estremamente positivi, ma dobbiamo ricordare che deve essere gestita e governata, nel senso che dobbiamo imparare e acquisire le competenze e le conoscenze per utilizzare al meglio questi strumenti che sono positivi e sono fatti proprio per aiutarci a ridurre quello che io nelle relazioni ho definito l'attrito, cioè la fatica e la differenza tra quello che uno può fare e uno sa fare".
In conclusione: "La tecnologia è assolutamente la benvenuta ed è la nostra alleata, però dall'altra parte abbiamo anche sottolineato quali sono i rischi importanti del non controllo di questi strumenti che sono potentissimi e anche abbiamo sottolineato che comunque questo deve essere gestito anche dal punto di vista della formazione e della crescita professionale perché ci sono nuove sfide, pensiamo ad esempio alla robotica, che stanno ulteriormente cambiando la professione chirurgica e medica in generale".
Le proposte sono quindi "puntare sulla formazione, la certezza nella formazione, l'omogeneità nella formazione di tutti i chirurghi e sulle soddisfazioni professionali che sono anche banalmente quelle economiche e di organizzazione che permettono una vita accettabile per coloro che scegliono questa professione".
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