Salute
Congresso SItI a Genova: oltre 1.500 esperti a confronto sul futuro della sanità pubblica
Maria Mantero ·
di Claudio Baffico ·
GENOVA - Nel 2026 la Scuola in Ospedale dell’Istituto Giannina Gaslini celebra 50 anni di attività: nata nel 1976 come prima Scuola in Ospedale in Italia, è stata istituita per garantire il diritto allo studio dei pazienti pediatrici ed è diventata negli anni parte integrante del percorso di cura, accompagnando bambini e ragazzi lungo l’intero percorso scolastico, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado. A garantire il servizio sono l’Istituto Comprensivo Sturla, per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, e l’IISS Eugenio Montale per la scuola secondaria di secondo grado.
Nell’anno scolastico 2025/2026 sono stati 3.767 gli studenti seguiti, di cui 1.385 della scuola dell’infanzia, 1.850 della primaria, 250 della secondaria di primo grado e 282 della secondaria di secondo grado. Nel corso della sua storia, la Scuola in Ospedale è arrivata a seguire oltre 10 mila studenti in un solo anno scolastico, a testimonianza della dimensione raggiunta dal servizio e della sua capacità di rispondere ai bisogni educativi dei bambini e dei ragazzi ricoverati.
«Cinquant’anni di Scuola in Ospedale raccontano un modo di intendere la cura che appartiene profondamente al Gaslini: prendersi cura di un bambino significa occuparsi non soltanto della sua malattia, ma della sua vita, delle sue relazioni, della sua crescita e del suo futuro – sottolinea Edoardo Garrone, presidente dell’Istituto Giannina Gaslini – Garantire la continuità scolastica durante un ricovero significa restituire ai nostri pazienti una parte importante della loro quotidianità e tutelare un diritto fondamentale. Questo anniversario è anche l’occasione per ringraziare gli insegnanti e tutti i professionisti che, lavorando insieme, rendono possibile ogni giorno questo servizio».
«Cinquant’anni fa, proprio al Gaslini, nasceva la prima Scuola in Ospedale d’Italia: una scelta lungimirante che ancora oggi ci ricorda come il diritto all’istruzione debba essere garantito a ogni bambino e ragazzo, anche durante la malattia – dichiara Simona Ferro, vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Scuola – Nell’anno scolastico 2025-2026 questo servizio ha accompagnato 3.767 studenti, offrendo non soltanto continuità didattica, ma anche relazioni, fiducia e un legame prezioso con la quotidianità. Il mio ringraziamento va ai docenti, alle scuole coinvolte e a tutto il personale del Gaslini, che attraverso un lavoro di squadra rendono concreto questo diritto. L’obiettivo è continuare a valorizzare un’esperienza di eccellenza nata in Liguria, rafforzando una scuola sempre più attenta ai bisogni di ciascuno e capace di accompagnare ogni giovane nel proprio percorso di crescita».
«Per chi è ricoverato, avere la possibilità di continuare a studiare significa mantenere un legame con i propri compagni e anche con ciò che gli piace fare e con quello che immagina per il proprio futuro - dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis – la malattia cambia la quotidianità di un’intera famiglia e alla preoccupazione per la salute può aggiungersi quella di rimanere indietro a scuola, di sentirsi lontani dalla vita degli altri. Da cinquant’anni la Scuola in Ospedale del Gaslini aiuta ad affrontare anche queste difficoltà, adattando l’insegnamento ai tempi e ai bisogni di ciascuno. È un’esperienza di cui Genova va orgogliosa e che richiama una responsabilità delle istituzioni: garantire il diritto allo studio anche nelle condizioni più difficili. Il mio ringraziamento va al corpo docente, al personale sanitario e a tutti coloro che rendono possibile questo lavoro, accompagnando bambine e bambini, ragazze e ragazzi durante le cure e nel ritorno a scuola».
«In cinquant’anni sono profondamente cambiate le possibilità di cura e, con esse, i bisogni dei bambini e dei ragazzi che arrivano in ospedale – spiega Renato Botti, direttore generale dell’Istituto Giannina Gaslini – Oggi molti percorsi assistenziali possono essere lunghi e complessi e richiedono una presa in carico che tenga conto anche degli aspetti educativi, psicologici e relazionali. La scuola contribuisce a mantenere un legame con la vita fuori dall’ospedale e, proprio per questo, è parte integrante del percorso di cura».
«L’anniversario che celebriamo testimonia 50 anni di impegno dedicato all'alleanza tra cura e istruzione. Un tempo in cui è cambiato il modo di prendersi cura e di fare scuola, anche grazie alla collaborazione con l’ITD-CNR, ma ciò che non è cambiato è l’impegno da parte di tutti – commenta Antimo Ponticiello, il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria - Ringrazio dunque i docenti che lavorano all'interno del Gaslini e tutti quelli che proseguono la presa in carico durante i percorsi di Istruzione Domiciliare nei post-ricoveri; così come il personale sanitario che ogni giorno accoglie e collabora con i nostri docenti per dare insieme speranza agli studenti e alle loro famiglie».
I percorsi riguardano situazioni molto diverse per durata e complessità: dai Day Hospital alle degenze brevi, fino ai ricoveri superiori ai quindici giorni. Per quanto riguarda la scuola primaria, gli insegnanti operano stabilmente in 15 reparti, oltre a intervenire negli altri su richiesta del personale sanitario, incontrando prevalentemente i bambini nelle loro stanze e costruendo una didattica calibrata sulla scuola di provenienza e sulle condizioni psicofisiche dell’alunno.
Le lezioni si svolgono in aula, nei reparti, direttamente nelle camere o in Day Hospital, individualmente o in piccoli gruppi. Per i bambini più piccoli la dimensione educativa passa anche attraverso il gioco, il disegno, le attività espressive e le favole; per gli studenti più grandi invece l’obiettivo è il recupero scolastico, la socializzazione e il reinserimento nella scuola di origine dopo il ricovero. Quando necessario, il percorso può arrivare fino agli esami: gli studenti degenti possono essere valutati e sostenere in Istituto gli esami previsti dal proprio percorso scolastico.
Il servizio, inoltre, non termina necessariamente con le dimissioni. L’istruzione domiciliare consente di proseguire le lezioni anche a bambini e ragazzi che, a causa di malattie, traumi o terapie, non possono ancora tornare a frequentare la propria scuola. Il percorso è rivolto anche agli studenti provenienti da altre regioni ospitati temporaneamente nelle strutture di accoglienza del Gaslini.
La storia dell’educazione in ospedale al Gaslini è stata anche una storia di innovazione. Nel tempo alla didattica tradizionale si sono affiancati laboratori, attività creative, strumenti multimediali e percorsi di collegamento a distanza. Durante l’emergenza Covid, la Scuola in Ospedale ha saputo adattare ulteriormente strumenti e modalità di insegnamento per garantire la continuità didattica anche nelle condizioni più complesse.
Due giornate per celebrare mezzo secolo di attività e guardare al futuro
I cinquant’anni della Scuola in Ospedale sono stati al centro del convegno “La scuola al Gaslini: cinquant’anni di inclusione, cura, relazioni e apprendimento”, articolato in due giornate dedicate alla storia del servizio, al suo ruolo nei percorsi di cura e alle prospettive future.
Questa mattina, nell’Aula Magna del Gaslini, si è svolta invece la giornata celebrativa e istituzionale. Il presidente Edoardo Garrone e il direttore generale Renato Botti hanno accolto, insieme al direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria Antimo Ponticiello, i rappresentanti delle istituzioni, tra cui la sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti, il presidente del Consiglio regionale della Liguria Stefano Balleari, la vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Scuola Simona Ferro, la sindaca di Genova Silvia Salis e il presidente del Consiglio Comunale di Genova Claudio Villa. Durante la mattinata anche un messaggio di saluto da parte del Presidente del CNR, Andrea Lenzi. La sessione in Aula Magna si è conclusa con un momento di riflessione dell’arcivescovo di Genova e presidente della Fondazione Gerolamo Gaslini monsignor Marco Tasca.
Nel LIVE di Telenord è intervenuto Carlo Dufour, direttore Ematoncologia del Gaslini.
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