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R.P. ·
Transport
di R.P. ·
Nei prossimi anni, infatti, lo scenario dell’alta velocità italiana cambierà radicalmente, grazie ai 1300 cantieri aperti lungo la Penisola
Più alta velocità vuol dire più PIL. È quello che testimonia uno studio condotto da Ennio Cascetta, professore ordinario di Pianificazione dei trasporti al Massachussets Institute of Technology e presentato all’evento “Infrastrutture 2030: oltre il PNRR, l’Italia del futuro”, organizzato dalla Filt Cgil a Bari. Secondo il report nei primi dieci anni di attivazione, le città attraversate dalla rete ferroviaria dell’Alta velocità, hanno avuto – a parità di condizioni – una crescita del 10% del Pil.
Lo studio testimonia quanto la presenza della rete AV/AC e delle sue stazioni porta un beneficio sui territori toccati in termini di occupazione, produttività del lavoro e dei diversi sistemi economici. Un servizio a favore delle comunità, che ancora però, secondo il dossier presentato a Bari, deve essere potenziato, soprattutto comparando l’Italia agli altri suoi partner europei.
È quello a cui sta lavorando il Gruppo FS, impegnato in uno sforzo senza precedenti dal punto di vista infrastrutturale. Nei prossimi anni, infatti, lo scenario dell’alta velocità italiana cambierà radicalmente, grazie ai 1300 cantieri aperti lungo la Penisola. Secondo Rete Ferroviaria Italiana, infatti, dal 2030 in poi entreranno in funzione circa 400 chilometri di nuove linee, che porteranno l’estensione complessiva della rete Av, dagli attuali 1.097 chilometri, a circa 1.500, collegando aree del Paese mai raggiunte in precedenza dall’alta velocità.
Tra questi progetti da citare c’è l’alta velocità Brescia-Verona-Padova, il Passante AV di Firenze, la linea AV Napoli-Bari, il Terzo valico Genova, la linea Palermo-Messina-Catania. Da nord a sud la rete sta cambiando grazie al PNRR. Dal 2020, infatti, anche grazie all’impulso del PNRR, gli investimenti del Gruppo hanno accelerato fino a superare i 18 miliardi di euro nel 2025, come ha recentemente sottolineato anche Giuseppe Inchingolo, vicedirettore generale Corporate del Gruppo FS che ha evidenziato come «Per ogni euro di investimento ferroviario, la fase di cantiere può generare tra 0,7 e 0,9 euro di valore aggiunto».
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