La protesta
Ex Ilva, i lavoratori escono dalla Prefettura e restano in attesa del documento firmato
Luca Pandimiglio ·
di Luca Pandimiglio ·
25.000 per zincato e decapato e 10.000 per banda stagnata, con il richiamo del personale necessario a partire dall’11 gennaio 2027
Dopo tre giornate di sciopero è arrivato il documento ufficiale, dopo l’incontro di oggi pomeriggio a Roma tra i sindacati e i commissari di Acciaierie d’Italia.
Ecco il testo che riguarda lo stabilimento di Genova Cornigliano:
“Lo stabilimento non chiude e non cessa la produzione. Le linee di zincato, decapato e banda stagnata proseguono la lavorazione, con l’impiego delle maestranze, fino a fine novembre 2026. Parallelamente, sul modello di Taranto, i Commissari conducono trattative avanzate con operatori esterni per accordi commerciali, anche di laminazione conto terzi, a sostegno delle stesse linee; la finalizzazione è prevista entro circa dieci giorni. Gli accordi assicureranno allo stabilimento una fornitura di 35.000 tonnellate mensili di coils (25.000 per zincato e decapato e 10.000 per banda stagnata), con il richiamo del personale necessario a partire dall’11 gennaio 2027.
Tra l’esaurimento dei coils oggi disponibili, a fine novembre, e l’avvio delle lavorazioni per conto terzi vi sarà quindi soltanto una sospensione tecnica temporanea di alcune settimane, e del tutto analoga a quella prevista per Taranto nel periodo delle festività. Non si tratta di una chiusura, né di una cessazione dell’attività: al termine di questa breve pausa le linee di Genova riprenderanno regolarmente a produrre”.
La soddisfazione di Armando Palombo, rsu Fiom Cgil: “Tre giorni di lotta intensi, con tutti i delegati e tutti i lavoratori compatti. Lo scenario della cassa integrazione a zero ore da metà novembre è momentaneamente scongiurato.
È il risultato dell’intelligenza, del coraggio e dell’impegno di tutti. Non giudichiamo nessuno, perché ognuno ha dato il proprio contributo. Ma il risultato c’è: la produzione va avanti e abbiamo scongiurato, almeno per il momento, lo scenario catastrofico che prevedeva la chiusura degli stabilimenti.
Sul resto abbiamo potuto agire, abbiamo voluto farlo e ci siamo riusciti, anche forzando la situazione. Oggi è uscito un testo firmato dai commissari e dai sindacati nazionali che, al momento, ci soddisfa.
La lotta ha dato i suoi frutti. Ora smobilitiamo, ripuliamo e riordiniamo, in accordo con le forze dell’ordine, che riconosciamo ci sono state vicine.
Ma non è finita: domani si va a lavorare. Abbiamo chiesto rotoli, abbiamo chiesto lavoro e vogliamo che lo stabilimento continui a produrre”.
Grande gioia anche per Nicola Appice, coordinatore Fim Cisl Liguria: “Gioiamo per la giornata, per la vittoria e per il risultato che abbiamo ottenuto: è una grandissima vittoria. Ma dobbiamo essere consapevoli che la vertenza non è ancora finita.
Il 20 ottobre la Cassazione dovrà pronunciarsi sulla chiusura dell’area a caldo di Taranto. Se dovesse chiudere, non sarebbe una buona notizia e siamo vicini ai nostri compagni, amici e colleghi tarantini, che domani proseguiranno lo sciopero.
C’è poi un altro passaggio fondamentale: la vendita in corso, per la quale l’8 novembre dovremmo avere le prime informazioni.
Festeggiamo quindi questo risultato, frutto della lotta, ma senza dimenticare che la battaglia per il futuro degli stabilimenti e dei lavoratori non è ancora terminata”.
Questo il testo del documento integrale che coinvolge anche gli altri stabilimenti:
I Commissari straordinari confermano che gli stabilimenti di Taranto e di Genova non
chiudono e continuano a produrre. Confermano altresì che lo stabilimento di Novi Ligure non
sarà soggetto a chiusura. A questo fine è stato attivato un piano di intervento volto a contenere gli effetti della contrazione produttiva, salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali e tutelare l’indotto.
Taranto
Lo stabilimento prosegue l’attività produttiva. I Commissari hanno avviato con alcune principali imprese siderurgiche italiane un accordo per l’attività di “laminazione conto Terzi”. L’attività ha già portato alla sottoscrizione, con tre Società, di ordini per la laminazione conto terzi di circa 365.000 tonnellate di bramme. Conseguentemente, i Commissari hanno già richiamato il personale degli impianti marittimi e del trasporto ferroviario. Il programma prevede il richiamo dalla CIGS del personale di esercizio e manutenzione del Treno Nastri 2 nei primi giorni di novembre, la laminazione dal 10 novembre al 14 dicembre e la messa in sicurezza degli impianti entro il 19 dicembre. Una seconda fase è programmata dal 7 gennaio 2027 per tutto il mese, e si sta lavorando per ampliare gli ordini e definire accordi con altri operatori per l’intero primo semestre 2027.
Genova
Lo stabilimento non chiude e non cessa la produzione. Le linee di zincato, decapato e banda stagnata proseguono la lavorazione, con l’impiego delle maestranze, fino a fine novembre 2026. Parallelamente, sul modello di Taranto, i Commissari conducono trattative avanzate con operatori esterni per accordi commerciali, anche di “laminazione conto Terzi”, a sostegno delle stesse linee; la finalizzazione è prevista entro circa dieci giorni. Gli accordi assicureranno allo stabilimento una fornitura di 35.000 tonnellate mensili di coils (25.000 per zincato e decapato e 10.000 per banda stagnata), con il richiamo del personale necessario a partire dall’11 gennaio 2027.
Tra l’esaurimento dei coils oggi disponibili, a fine novembre, e l’avvio della “laminazione conto Terzi” vi sarà quindi soltanto una sospensione tecnica temporanea di alcune settimane, e del tutto analoga a quella prevista per Taranto nel periodo delle festività. Non si tratta di una chiusura, né di una cessazione dell’attività: al termine di questa breve pausa le linee di Genova riprenderanno regolarmente a produrre.
Novi Ligure
I Commissari sono pienamente consapevoli delle difficoltà affrontate dai dipendenti e confermano il loro impegno ad individuare soluzioni analoghe a quelle attivate per Taranto e Genova. La principale criticità è oggi rappresentata dalla disponibilità di coils con caratteristiche idonee alla laminazione nel sito. I Commissari, ritengono comunque che entro il primo trimestre del 2027 sarà possibile, ragionevolmente, trovare le medesime soluzioni già individuate per Taranto e Genova.
In sintesi
I Commissari ribadiscono che Taranto e Genova continuano a produrre e continueranno a farlo nei prossimi mesi, con il richiamo del personale necessario dalla CIGS, mentre per Novi Ligure si lavora a una soluzione dello stesso tipo. Le brevi sospensioni tecniche previste tra una fase e l’altra sono parte di un piano di continuità produttiva e occupazionale, non di una cessazione dell’attività.
“Accogliamo con grande soddisfazione le notizie che arrivano dai commissari dell’ex Ilva. La continuità produttiva e la salvaguardia dell’occupazione erano gli obiettivi che abbiamo sostenuto con determinazione in questi giorni, anche attraverso i contatti diretti con il ministro Aldolfo Urso, il sottosegretario Alfredo Mantovani e con i commissari. Abbiamo insistito sulla necessità di garantire le forniture di coils per mantenere attivi gli impianti e oggi vediamo una risposta concreta, nella direzione che avevamo auspicato. Ringrazio il Governo, la Prefettura nella persona del Prefetto e i commissari per il lavoro svolto, così come voglio rivolgere un ringraziamento particolare ai lavoratori, che anche in queste giornate di forte preoccupazione e tensione hanno manifestato le proprie ragioni con grande senso di responsabilità e civiltà.
Ora dobbiamo guardare avanti: costruire una prospettiva industriale solida e duratura per Cornigliano. Ci aspettiamo inoltre che prosegua con determinazione il percorso per la nascita di una nuova realtà industriale capace di rilevare le attività di Acciaierie d’Italia, garantire la continuità della produzione e offrire prospettive concrete e durature agli stabilimenti e ai lavoratori. Su tutti questi fronti Regione Liguria continuerà a lavorare con il massimo impegno” ha dichiarato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci.
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