Crollo Morandi, Traverso (SIAP): "Tragedia che mise in evidenza l’assenza di adeguate politiche di sicurezza urbana"

di Redazione

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Crollo Morandi, Traverso (SIAP): "Tragedia che mise in evidenza l’assenza di adeguate politiche di sicurezza urbana"

Il crollo del Ponte Morandi "mise drammaticamente in evidenza l’assenza di adeguate politiche di sicurezza urbana nella nostra città" - a dichiararlo è Roberto Traverso, segretario SIAP Genova.

"Da genovese, ancora oggi non posso che definire quella tragedia una vergogna e una tragedia che, per quello che è emerso, avrebbe potuto e dovuto essere evitata. Al di là delle sentenze giudiziarie e dell’indignazione che ha attraversato la nostra città, credo però sia necessario continuare a riflettere su ciò che quel crollo ci ha insegnato.

Lo dico da anni: la sicurezza urbana non può essere considerata soltanto come attività di polizia o repressione dei reati. Sicurezza urbana significa anche prevenzione, controllo del territorio, capacità delle istituzioni di conoscere e governare ciò che accade nella propria città.

E il Ponte Morandi ne è stato un esempio drammatico.

Quando crollò, Genova si trovò improvvisamente disarmata davanti a una tragedia che coinvolgeva una delle sue principali infrastrutture. Dopo si parlò giustamente del Modello Genova per la ricostruzione. Ma ancora oggi dobbiamo chiederci se la città disponga davvero di una cabina di regia sulle grandi infrastrutture, capace di conoscere, monitorare e, soprattutto, chiedere conto a chi ha responsabilità sulla loro gestione e manutenzione.

È una questione che riguarda il ponte, ma anche il porto e le altre grandi infrastrutture strategiche della città.

Genova deve avere la possibilità, attraverso le proprie istituzioni, di sapere chi ha responsabilità, quali controlli vengono effettuati e quali interventi di manutenzione vengono programmati. Non per sostituirsi a chi ha competenze specifiche, ma per non essere mai più spettatrice impotente davanti a un rischio che riguarda la sicurezza dei cittadini.

Per questo, a otto anni dal crollo, credo che dobbiamo avere il coraggio di dire che quella tragedia rappresentò anche un fallimento nella capacità di governare la sicurezza urbana in senso ampio.

Perché sicurezza significa anche poter vivere in una città nella quale un cittadino possa sentirsi davvero sicuro. Significa sapere che le infrastrutture sulle quali cammina, viaggia e lavora sono sottoposte a controlli e manutenzioni adeguati.

Come segretario del SIAP di Genova, sento quindi il dovere di ribadire che sulla sicurezza della nostra città bisogna fare ancora grandi passi avanti.

E oggi, come ogni 14 agosto, il mio pensiero va innanzitutto alle 43 vittime e ai loro familiari, ai quali rinnovo con sincero affetto e profondo rispetto il nostro cordoglio.

Genova non dimentica. E proprio perché non dimentica, deve continuare a pretendere sicurezza, responsabilità e prevenzione.

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