Mercoledì 07 Ottobre 2026

Attualità

Ex Ilva, Appice (Fim Cisl): "A Genova c’è lavoro fino a metà novembre, poi il vuoto. Vogliamo un piano industriale"

di Luca Pandimiglio ·

Ex Ilva, Appice (Fim Cisl): "A Genova c’è lavoro fino a metà novembre, poi il vuoto. Vogliamo un piano industriale"

Si torna a parlare del futuro dell’ex Ilva a Palazzo Chigi. Il governo ha convocato per domani, giovedì 8 ottobre alle 18.30, un nuovo incontro con i sindacati, in una fase ancora caratterizzata da forte incertezza sul futuro degli stabilimenti e dei lavoratori.

A preoccupare è soprattutto l’assenza di un piano industriale. «La situazione sta procedendo in maniera un po’ confusa e non ci sono aggiornamenti seri per quanto riguarda un piano industriale», sottolinea Nicola Appice, coordinatore RSU Fim Cisl Liguria.

Sul tavolo anche il destino dei lavoratori degli appalti di Taranto, oltre 2.500 persone coinvolte nelle lettere di licenziamento. «Non sanno cosa sarà del loro futuro lavorativo e delle loro famiglie», evidenzia Appice.

Resta poi l’incertezza sull’AFO4, l’unico altoforno ancora acceso a Taranto, mentre si attende la decisione della Cassazione. «Siamo tutti in attesa della sentenza del 20 ottobre. C’è ormai una speranza vaga di non spegnere l’AFO4», afferma il sindacalista.

Genova, «lavoro fino a metà novembre»

Particolarmente delicata anche la situazione dello stabilimento di Genova Cornigliano, dove lavorano circa 700 persone. L’impianto continua a produrre, ma a singhiozzo e con il ricorso alla cassa integrazione.

«Abbiamo fatto un conteggio: dovrebbe esserci lavoro fino a metà novembre, dopodiché c’è il vuoto», spiega Appice. Il sindacato chiede quindi che arrivino nuovi coils e che venga garantita una prospettiva industriale per lo stabilimento. «Non chiediamo un sussidio per i lavoratori, ma un piano industriale», ribadisce il coordinatore RSU, sottolineando le potenzialità produttive di Genova e la domanda ancora presente sul mercato italiano.

Domani, a Palazzo Chigi, l’aspettativa è quindi quella di ottenere indicazioni concrete. «Ci aspettiamo che si inizi a parlare di un piano industriale e di un piano B», conclude Appice.

Sul decreto atteso il 13 ottobre, la richiesta è altrettanto chiara: «Deve essere chiaro e deve avere all’interno un piano industriale, perché senza piano industriale non possiamo parlare di un progetto futuro».

Per Genova, intanto, il tempo stringe: senza nuove forniture dopo metà novembre, il futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori rischia di diventare ancora più incerto.

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