La situazione
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R.S. ·
di R.S. ·
A rischio servizi essenziali come alimentari, edicole e farmacie. Il presidente Carlo Sangalli chiede al Governo risorse per i Comuni e piani di sostegno alle attività
Quasi mezzo milione di locali commerciali vuoti, con conseguenze sempre più pesanti sulla vitalità delle città e dei piccoli centri. È la fotografia della desertificazione commerciale in Italia tracciata dall'analisi dell'Istituto Tagliacarne sui negozi sfitti, presentata oggi e riferita ai dati del 2023. Secondo lo studio, nel Paese si contano complessivamente 467.103 locali commerciali sfitti, un fenomeno che rischia di impoverire il tessuto economico e sociale delle comunità.
A lanciare l'allarme è il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che sottolinea come la chiusura delle attività non comporti soltanto una perdita di opportunità economiche, ma anche una progressiva riduzione dei servizi essenziali per i cittadini. Alimentari, edicole e farmacie, insieme a numerosi altri esercizi di vicinato, rappresentano infatti punti di riferimento soprattutto per le persone che vivono nei piccoli comuni e nei borghi.
Tra i comparti maggiormente interessati dal fenomeno figurano le mercerie, con una quota di locali sfitti pari al 37%, e il piccolo commercio alimentare, che supera il 25%. La difficoltà riguarda anche panetterie, fruttivendoli e negozi di casalinghi, attività che contribuiscono alla vita quotidiana dei quartieri e alla disponibilità di servizi a breve distanza.
La situazione appare particolarmente critica nei centri minori e nelle aree suburbane, dove, secondo i dati citati nell'analisi, il 50,1% dei negozi risulta sfitto. Un dato che evidenzia le difficoltà delle economie locali e il rischio che intere comunità perdano progressivamente occasioni di incontro, servizi e presidi commerciali.
Per contrastare questa tendenza, Sangalli chiede al Governo di mettere a disposizione dei Comuni risorse adeguate per sostenere le economie di prossimità. L'obiettivo è promuovere piani capaci di favorire la riapertura dei locali vuoti, incentivare l'avvio di nuove attività e restituire vitalità ai centri urbani e ai borghi.
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