Lo spettacolo
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Filippo Serio ·
Cultura
di R.S. ·
Se ne va un protagonista di una stagione irripetibile, quella in cui le radio private trasformarono il modo di ascoltare la musica e di comunicare con il pubblico
È morto a 76 anni Frederik Matthijs Van Stegeren, conosciuto dal pubblico come Federico l’Olandese Volante. Il dj, nato nei Paesi Bassi e diventato una delle voci più riconoscibili della radio italiana, era ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Monopoli, in Puglia. Con la sua scomparsa se ne va un protagonista di una stagione irripetibile (nella foto dal suo profilo Facebook lo vediamo con Sting), quella in cui le radio private trasformarono il modo di ascoltare la musica e di comunicare con il pubblico.
Nato a Deventer il 19 aprile 1950, Van Stegeren aveva iniziato il proprio percorso lontano dall’Italia. Nel 1969 si era iscritto alla facoltà di Architettura dell’Università di Amsterdam, senza però arrivare alla laurea. A prevalere fu la passione per la musica, alimentata anche dai concerti di grandi gruppi come Pink Floyd, Doors e Rolling Stones, che ebbe modo di vedere dal vivo.
La radio entrò nella sua vita attraverso Radio Veronica, emittente pirata che trasmetteva da una nave al largo delle coste olandesi per sfuggire al monopolio statale. Fu il direttore artistico Noel Coutisson ad attribuirgli il soprannome di «Olandese Volante», destinato a diventare il suo marchio distintivo per tutta la carriera.
Il passaggio decisivo arrivò con Radio Monte Carlo. Coutisson lo volle nel Principato per portare la sua voce e il suo stile anche al pubblico italiano. Fu lì che Federico costruì la propria identità radiofonica: di giorno al microfono, la sera dietro la consolle del Jimmy’z, storico locale monegasco. Nacque così il Federico Show, destinato a lasciare il segno tra gli appassionati di musica.
Nel 1977 approdò a Rai Radio 2, dove condusse A tutte le radioline insieme a Herbert Pagani e Riccardo Heinen. Successivamente arrivò a Radio 105, prima di legare una parte fondamentale della propria storia professionale a RTL 102.5. Dal 1984 al 2000 fu la voce del pomeriggio dell’emittente, accompagnando generazioni di ascoltatori con il suo timbro profondo, l’ironia e una forte impronta rock.
Negli anni successivi tornò a trasmettere su R101 e, dal 2015 fino alla fine del 2024, su Radio Norba, continuando a mantenere vivo il rapporto con il pubblico.
La sua esperienza non si limitò ai microfoni. Federico raccontò il proprio percorso anche attraverso la scrittura, con i libri Il Principato, pubblicato nel 2016, e Il cartello olandese, uscito nel 2019.
Il suo contributo alla storia della radio italiana è stato riconosciuto anche da Carlo Conti, che ne ha ricordato l'influenza esercitata, attraverso le frequenze di Radio Monte Carlo, sui giovani italiani e sui primi conduttori delle emittenti libere.
Per Federico, la radio non era soltanto un mestiere, ma una passione capace di attraversare decenni e cambiamenti tecnologici. Alla fine del 2024 aveva annunciato l'intenzione di lasciare le trasmissioni quotidiane e trasferirsi in Tunisia, senza tuttavia escludere del tutto nuove esperienze professionali.
E infatti il microfono era tornato a chiamarlo anche dopo quell'annuncio. Nel gennaio 2025 aveva partecipato a una puntata di The Flight su RTL 102.5, per poi tornare su RadioFreccia con un programma dedicato al rock.
Un ultimo tratto di strada che confermava il legame profondo con il mezzo che aveva contribuito a trasformare. Perché, come amava ripetere, la radio gli era entrata dentro e non ne usciva più. Un'eredità fatta di musica, libertà e parole che continueranno a vivere nella memoria di chi lo ha ascoltato.
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