Le nomine
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m.m. ·
di F. Ser ·
“Riconoscere, accogliere, proteggere. Il Codice Rosa e la rete contro la violenza sulle donne”. Con queste parole si è aperto l'appuntamento promosso da AOM Liguria, per approfondire il ruolo della sanità e della rete territoriale nell’accoglienza, nella protezione e nel sostegno delle donne vittime di violenza, in occasione del mese dedicato alla sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne.
Tra i momenti centrali dell’appuntamento l’intervista con Vittoria Doretti, ideatrice del modello Codice Rosa, un percorso dedicato all’accoglienza, alla presa in carico e alla tutela delle persone vittime di violenza.
A concludere il pomeriggio, la tavola rotonda “Fare rete: chi fa cosa, dopo il pronto soccorso”, che ha riunito rappresentanti del sistema sanitario, dei servizi sociali, dei centri antiviolenza, delle forze dell’ordine, della magistratura e del mondo dell’informazione. Dal confronto è emersa l’importanza di un approccio integrato e multidisciplinare, capace di accompagnare le donne lungo tutto il percorso di uscita dalla violenza.
“Contrastare la violenza sulle donne significa non soltanto proteggere chi subisce violenza, ma lavorare ogni giorno per costruire una società fondata sul rispetto, sull'uguaglianza e sulle pari opportunità, nella quale ogni donna possa sentirsi libera di scegliere il proprio futuro, senza condizionamenti o discriminazioni - dichiara il vicepresidente di Regione Liguria con delega alle Pari Opportunità Simona Ferro -. Come Regione Liguria siamo impegnati su più fronti per rafforzare le politiche di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, sostenere la rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio, promuovere percorsi di autonomia e sensibilizzare le nuove generazioni, perché il cambiamento culturale è il presupposto fondamentale per sradicare ogni forma di sopraffazione. In questo percorso è essenziale la collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario, servizi sociali, forze dell'ordine e realtà associative: nessuna donna deve sentirsi sola o priva di strumenti per chiedere aiuto e ricostruire la propria vita. Il Codice Rosa rappresenta, in questa direzione, un modello importante di accoglienza e presa in carico integrata, che mette al centro la persona e la sua dignità. Il nostro obiettivo è rendere sempre più efficace una rete territoriale capace di riconoscere tempestivamente i segnali di violenza, intervenire e accompagnare le donne in un percorso concreto di protezione e libertà. Le pari opportunità non possono rimanere un principio astratto: devono tradursi in diritti garantiti, servizi accessibili e opportunità reali per tutte le donne”.
“La violenza contro le donne non è soltanto un’emergenza sociale, ma una questione che riguarda direttamente la salute pubblica e la responsabilità delle istituzioni - sottolinea Massimo Nicolò, assessore alla Sanità di Regione Liguria -. Spesso il primo contatto con il Servizio sanitario è anche il primo momento in cui una donna trova la forza di chiedere aiuto: dobbiamo essere pronti a riconoscere i segnali e attivare percorsi concreti di protezione. Regione Liguria è impegnata a rafforzare sempre più il collegamento tra ospedali, servizi territoriali, centri antiviolenza, forze dell’ordine e magistratura, perché la presa in cura non può fermarsi al Pronto soccorso. La tutela delle donne richiede una rete, con responsabilità chiare e collaborazione costante. Il nostro obiettivo è fare in modo che nessuna donna, nel momento in cui trova il coraggio di chiedere aiuto, si senta sola o venga lasciata senza una risposta”.
“La violenza di genere è una ferita sociale che richiede risposte tempestive, competenti e condivise. Come sistema sanitario abbiamo il compito di riconoscere precocemente i segnali di violenza, accogliere le vittime in un contesto protetto e attivare una rete integrata che coinvolga servizi sanitari, istituzioni, enti del territorio, centri antiviolenza e forze dell’ordine. Questo incontro rappresenta un’importante occasione di confronto tra tutti i soggetti che, a diverso titolo, sono impegnati nella prevenzione della violenza e nella tutela delle persone che ne sono vittime. Ringrazio tutti i relatori e i partecipanti per il contributo offerto e rivolgo un particolare ringraziamento alla dottoressa Vittoria Doretti, il cui lavoro e la cui esperienza hanno rappresentato, negli anni, un modello di riferimento a livello nazionale per la costruzione di percorsi integrati di presa in carico. Solo attraverso una collaborazione sempre più stretta tra tutti gli attori della rete possiamo garantire percorsi efficaci di tutela, presa in carico e accompagnamento per le persone vittime di violenza” afferma Monica Calamai, direttore generale di AOM Liguria.
“Il Codice Rosa non è solamente una rete per contrastare la violenza contro le donne e le vittime di crimini d’odio ma è un esercizio di sorellanza. Per noi significa mettersi sempre in discussione e mettere in campo l’umiltà e il coraggio necessari per ascoltare, capire e migliorare. Ringrazio la Regione Liguria per l’invito a questo importante appuntamento e la Direttrice Calamai, a cui mi lega una lunga collaborazione. Questa è per noi un’occasione non per raccontare ma per condividere. Davanti a quello che è un crimine contro l’umanità, in questi 20 anni di profonda collaborazione interistituzionale, soprattutto con i Centri antiviolenza, abbiamo appreso una lezione fondamentale: non vogliamo limitarci a creare punti di eccellenza in sanità ma abbiamo il dovere di garantire a tutte e a tutti un’assistenza sicura in sanità pubblica su tutto il territorio nazionale” afferma Vittoria Doretti, ideatrice del Codice Rosa e DE&I Manager dell’Azienda USL Toscana sud est.
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