Agitazione
Manifestazioni in tutta Italia, Genova si prepara. Incognita sui cortei
Filippo Serio ·
di Redazione ·
Componente del CTS della Federazione, zoologo ed esperto in conservazione e gestione della fauna selvatica
Zoologo, noto studioso della fauna selvatica e professore, è morto per un male che non lascia scampo Andrea Marsan.
Federparchi esprime profondo cordoglio per la scomparsa del professor Andrea Marsan, zoologo, esperto in conservazione e gestione della fauna selvatica e docente presso l’Università degli Studi di Genova. Marsan era componente del Comitato Tecnico Scientifico della Federazione delle aree protette e collaborava con Ispra. Era molto noto nel Levante ligure e in tutta la comunità scientifica e naturalistica nazionale.
Il coordinamento regionale Federparchi Liguria, insieme a tutta la Federazione, lo ricorda come "un biologo di campo, di quelli con gli scarponi impolverati, capace di passare dalle aule del DISTAV ai boschi dell’Appennino, confrontandosi con la stessa naturalezza e rispetto con studenti, agricoltori, cacciatori e amministratori".
"Dei Parchi - contuna la nota - aveva una visione moderna, rigorosa e profondamente laica: non li intendeva come campane di vetro o recinti ideologici, ma come ecosistemi vivi e complessi, in cui la conservazione della biodiversità deve convivere con il presidio dell’uomo e con la salvaguardia delle attività agricole tradizionali, spesso le prime a soffrire gli squilibri faunistici. I suoi importanti studi sugli ungulati – a partire dal cinghiale, di cui è stato tra i massimi esperti nazionali con le linee guida Ispra e i manuali di riferimento – hanno sempre cercato soluzioni concrete: prevenzione, dati sul campo, metodo scientifico sottratto a qualsiasi demagogia o semplificazione". Chi ha avuto la fortuna di incrociare il suo cammino ricorda la sua intelligenza brillante, il disincanto ironico e quella schiettezza ligure che non faceva sconti a nessuno. Amava ripetere ai suoi ragazzi che “la morte nel bosco è una festa”, ricordando con una sola battuta il ciclo perenne della materia e la necessità di guardare alla natura con occhi scientifici ed ecologici, senza sentimentalismi ma con infinito rispetto. E, citando Seneca, ricordava sempre che “non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”.
"Oggi – conclude Federparchi Liguria – i nostri Parchi e la zoologia italiana sono più poveri, perché perdono una bussola sicura. A noi resta l’impegno di non disperdere la sua lezione più grande: affrontare la complessità del territorio senza slogan, affidandosi alla scienza, alla conoscenza diretta e all’amore autentico per la nostra terra".
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