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Svizzera, “Trasporti ’45”: indispensabile anche per il Ticino un concetto basato sulla "croce federale" della mobilità
R.S. ·
Transport
di R.S. ·
A lanciare l’allarme è la presidente di Tper, Giuseppina Gualtieri, durante l’audizione sul bilanco 2025 della società
Ci sono aziende private che gestiscono tratte del trasporto pubblico per Tper che stanno rinunciando a quote di servizi a loro assegnate perché strozzate dal caro gasolio. L’aumento del costo dell’energia preoccupa Tper, la società partecipata dalla Regione che si occupa di mobilità pubblica.
A lanciare l’allarme è la presidente di Tper, Giuseppina Gualtieri, durante l’audizione sul bilanco 2025 della società svoltosi nel corso della commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti, che prosegue, così, il monitoraggio sulle società partecipate.
“Siamo preoccupati per il tema accise del gasolio, siamo preoccupati per il costo del metano e registriamo che ci sono aziende private nostre partner che rinunciano ai servizi che si erano aggiudicati perché il gasolio costa troppo e lavorerebbero in perdita”, denuncia la presidente Gualtieri.
E lo ha fatto forte dei risultati del bilancio di Tper, che nel 2025 ha fatto registrare un utile di esercizio di oltre 12 milioni di euro e nuovi investimenti per la mobilità sostenibile, 66 nuovi bus altamente ecologici e il numero record di 188mila abbonamenti annuali. È lo stato di salute di Tper, la società partecipata dalla Regione che si occupa di mobilità, che ha i conti in ordine e valorizza capitale umano e tutela dell’ambiente.
“Prosegue il nostro lavoro all’insegna della trasparenza e dei nostri compiti istituzionali, visto che la Regione è la principale socia di Tper”, ha spiegato Arletti nell’aprire i lavori.
Per il centrosinistra le parole di Gualtieri sul caro energia sono preoccupanti e richiedono che il Governo assuma provvedimenti risolutivi sul tema, mentre il centrodestra ha chiesto più sicurezza per gli operatori Tper e maggiori interventi per evitare che “saltino delle corse dei bus”.
Sempre in tema di controllo dei bilanci del “sistema Regione” (Giunta, Assemblea e società partecipate), la commissione ha iniziato il confronto sul “Bilancio consolidato 2025” da cui emerge come viale Aldo Moro abbia i conti in ordine, con un risultato economico di 303.108.432,76 euro.
Numeri alla mano, l’utile del 2025 è pari a 12,2 milioni di euro, in miglioramento rispetto al passato per via della risoluzione favorevole a Tper di alcuni contenziosi del passato, in primo luogo quello ultradecennale legato all’IRAP che Tper aveva ‘ereditato’ da una delle aziende che si erano fuse per dare forma all’attuale società.
I ricavi sono stati 245 milioni di euro e i costi operativi ammontano a 214,6 milioni (+9 milioni rispetto al 2024, in primo luogo per via del caro energia). Crescono i costi del personale di 5,7 milioni, dovuti all’aumento dell’organico, passato dalle 2.346 unità del 2023 alle 2.468 del 2025, nonché al rinnovo del CCNL e dell’integrativo aziendale. Nel 2025 ci sono stati 66 milioni di euro di investimenti per l’ammodernamento di mezzi e infrastrutture, sostenibilità ambientale, digitalizzazione, infomobilità e sviluppo di soluzioni di mobilità condivisa e integrata. Fra queste ultime, figura Corrente, servizio di sharing che nel 2025 ha registrato una crescita significativa: circa 125mila utenti e 17,5 milioni di chilometri percorsi nell’anno con auto, scooter ed e-bike interamente elettrici. Sempre nel 2025, sono stati registrati 144,5 milioni di viaggi, di cui 130,1 milioni nel bacino bolognese e 14,4 milioni in quello ferrarese.
Sul versante della tutela dell’ambiente, invece, sono significativi i dati, rilevati nell’ultimo triennio, di contenimento degli idrocarburi (-11%), del monossido di carbonio (-14,35%), dei particolati (-21,41%) e degli ossidi di azoto (-18,44%). Un risultato ottenuto anche grazie a nuovi 66 bus altamente ecologici, 55 dei quali nel bolognese e i restanti 11 nel ferrarese.
“Chiedo maggiori tutele per i lavoratori di Tper, troppo spesso vittime di violenza, e interventi risolutivi sulle troppe corse degli autobus ‘saltate”, rimarca Marta Evangelisti (FdI) ponendo domande su alcuni aspetti del bilancio di Tper.
“Non condividiamo alcuni degli interventi di Tper in rapporto con società di cui fa parte o con cui collabora. Serve maggiore chiarezza nell’operato della società a partecipazione regionale”, fa eco Tommaso Fiazza (Lega).
“Serve chiarezza sul futuro dell’ipotesi dell’azienda unica regionale dei traporti”, è la posizione di Ferdinando Pulitanò (FdI).
“I numeri di Tper sono molto buoni, ma bisogna che la società spieghi meglio come utilizza i propri utili”, ricorda Valentina Castaldini (FI).
“La presidente Gualtieri ci ha posto il tema del caro energia, siamo preoccupati e bisogna che dal Governo arrivino risposte”, incalza Maria Costi (Pd).
“Serve chiarezza: ci vogliono certezze su obiettivi e risorse, bisogna che il Governo faccia la propria parte”, afferma Fabrizio Castellari (Pd).
“Siamo grati a Tper perché garantisce un servizio essenziale come il trasporto pubblico. Siamo però preoccupati per l’assenza di risposte concrete del Governo sul caro carburante”, sottolinea Simona Lembi (Pd).
“Ci sono stati e ci sono molti problemi sul People Mover, sul numero dei reali passeggeri dei bus che non si capisce se calano o meno e sull’aumento del costo dei biglietti. Su questo Tper deve dare risposte e soluzioni”, è la presa di posizione di Francesco Sassone (FdI).
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