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di R.P. ·
Giorgia Lombardi: "Il punto principale però resta la violenza israeliana sul popolo palestinese"
Sono rientrati in Italia i due cittadini spezzini Giorgia Lombardi, consigliera comunale alla Spezia, e Lorenzo Diofili, fermati dalle autorità israeliane in Cisgiordania insieme ad altri quattro italiani mentre partecipavano ad attività di sostegno alla popolazione palestinese impegnata nella raccolta delle olive. I sei attivisti sono atterrati alle 9:30 all'aeroporto di Venezia dopo essere stati trasferiti nel centro di detenzione dell'aeroporto Ben Gurion nei pressi di Tel Aviv e l'espletamento delle procedure di espulsione.
"Siamo in Italia, stiamo 'bene' e siamo salvi, ma la preoccupazione è per le persone palestinesi ancora in prigione e alle quali non verranno risparmiate violenze. Sono due notti che non dormo, le violenze psicologiche e fisiche sono state tante". Così la consigliera comunale della Spezia Giorgia Lombardi, fermata dalle autorità israeliane in Cisgiordania insieme ad altri cinque italiani mentre partecipavano ad attività di sostegno alla popolazione palestinese impegnata nella raccolta delle olive, descrive il fermo nel centro di detenzione dell'aeroporto Ben Gurion e la sua espulsione dallo Stato di Israele.
"Il punto principale però resta la violenza israeliana sul popolo palestinese - commenta Lombardi -. Questi giorni, per noi, sono stati difficili e spaventosi, ma sono stati solo due e abbiamo il privilegio del nostro essere occidentali. Questo popolo meraviglioso subisce violenze molto peggiori in ogni attimo della loro vita da ottant'anni. Senza alcuna colpa se non il voler vivere nella loro terra. Per inciso: non ho alcuna intenzione di interrompere la lotta per la libertà e la giustizia in Palestina".
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