Sicurezza a Genova, aumentano i controlli nel Medio Levante. Rinaldi: "Reati in calo, ma resta forte il problema del degrado"
di Luca Pandimiglio
GENOVA – Sicurezza, degrado, riqualificazione e parcheggi. Sono questi i principali temi affrontati da Luca Rinaldi, vicepresidente e assessore alla Sicurezza del Municipio Medio Levante, intervenuto per fare il punto sulla situazione nei quartieri di Foce, Albaro e lungo Corso Italia.
Al centro dell’attenzione anche la commissione consiliare che si è svolta il 5 agosto a Palazzo Tursi, dedicata in particolare alla sicurezza di Corso Italia, Punta Vagno e dell’area della Foce.
«È stata un’importante occasione di confronto tra il Municipio e il livello comunale», ha spiegato Rinaldi, sottolineando come dalla relazione dell’assessore comunale alla Sicurezza siano emerse diverse contromisure già adottate dal Comune attraverso la Polizia Locale, con accertamenti e sopralluoghi nelle aree considerate più problematiche.
Secondo il vicepresidente del Municipio, la situazione complessiva avrebbe registrato un miglioramento. «A nostro avviso – ha detto – abbiamo riconosciuto un miglioramento della complessiva situazione. In particolare penso che i reati veri e propri, soprattutto i reati predatori, siano diminuiti». Un andamento che, secondo Rinaldi, sarebbe in linea anche con i dati forniti da Prefettura e Questura.
Il problema, però, non sarebbe completamente risolto. «Continua a permanere un importante problema di degrado che viene vissuto in maniera decisamente importante dal quartiere», ha evidenziato.
Punta Vagno, controlli quotidiani ma nessun limite ai ritorni
Uno dei punti più delicati resta quello di Punta Vagno, dove la situazione, secondo Rinaldi, «cambia tutti i giorni». La Polizia Locale effettua passaggi quotidiani in orario serale e invita le persone presenti a lasciare l'area. Ma esiste un limite operativo: «Non esiste uno strumento per inibire alle persone allontanate di farvi ritorno».
Una situazione che, secondo l’assessore, può arrivare al paradosso: mentre vengono effettuate le operazioni di sgombero, altre persone arrivano nell’area e vengono successivamente allontanate a loro volta. «Il ricambio è spesso importante», ha spiegato Rinaldi, precisando però che non risultano episodi particolarmente gravi o reati commessi nell’area. Resta invece molto forte la percezione di degrado.
L’ex Punta Vagno murato: «Contromisura positiva, ma quell’edificio deve tornare a vivere»
Un altro elemento affrontato riguarda la palazzina dell’ex ristorante Punta Vagno, che in passato era diventata un rifugio per persone senza dimora. La proprietà, ha spiegato Rinaldi, ha provveduto a murare l’edificio. «È senz’altro una contromisura urgente e molto positiva», ha commentato.
Ma il vicepresidente guarda già oltre l’emergenza: «Non possiamo pensare che in una meravigliosa area del nostro quartiere e della nostra città come Corso Italia esista una palazzina murata. Confidiamo che quella palazzina possa essere restituita a una nuova vita».
Secondo quanto riferito da Rinaldi, esisterebbe già una progettualità sull’area e sarebbero in corso interlocuzioni tra il Comune e la proprietà nell’ambito del cosiddetto patto per la città. L’obiettivo potrebbe essere quello di collegare il recupero dell’immobile alla riqualificazione dei vicini Giardini Govi, anche individuando un soggetto in grado di contribuire alla gestione e alla manutenzione dell’area.
Skate park e Giardini Govi, una nuova fase di riqualificazione
La riqualificazione dei Giardini Govi si inserisce in un progetto più ampio che comprende anche lo skate park. «Sono state recentemente firmate le convenzioni tra il Comune, Frianzo e Genova», ha ricordato Rinaldi, definendo il futuro impianto «un fiore all’occhiello».
Non soltanto una struttura sportiva: secondo l’assessore, il progetto avrà anche una forte componente artistica e comprenderà uno spazio dedicato a chi si avvicina per la prima volta allo skateboard. «Questa è senz’altro una parte importante di riqualificazione», ha sottolineato.
A questa si aggiungerà l’apertura del parco lineare della Foce, prevista a breve. L’obiettivo del Municipio è che l’insieme degli interventi possa restituire valore e qualità urbana al litorale. «Contiamo che tutte queste opere di riqualificazione possano davvero restituire a questa parte di Corso Italia, a questa parte del nostro litorale, lo splendore che merita», ha detto Rinaldi.
Piazzale Kennedy, il parco è pronto. Per il parcheggio servono ancora 1,5 milioni
Un altro capitolo riguarda il parco urbano di Piazzale Kennedy, ormai praticamente ultimato. «Mancano soltanto i collaudi», ha spiegato Rinaldi, indicando come possibile apertura la fine di agosto o i primi giorni di settembre. Più complessa è invece la questione del parcheggio sotterraneo da circa 200 posti. «Diventa veramente sempre più vitale per il quartiere», ha sottolineato l’assessore, soprattutto alla luce del nuovo waterfront, del centro commerciale e delle altre opere che stanno aumentando l’attrattività della zona.
Per completare l’impianto antincendio, tuttavia, mancherebbe ancora circa un milione e mezzo di euro. Il Comune, secondo Rinaldi, starebbe cercando un soggetto che possa gestire contemporaneamente l’arena sportiva e i parcheggi, facendosi carico dell’investimento necessario. «Ad oggi purtroppo non mi risulta che sia stato individuato questo soggetto gestore e soprattutto non mi risultano le tempistiche», ha affermato.
Tunnel subportuale, il timore per la perdita di 170-190 posti auto
La questione diventa ancora più importante in vista dei lavori per il tunnel subportuale. Secondo Rinaldi, con l’avvio dei lavori potrebbero essere persi «circa 170-190 parcheggi» nell’area di via Brigate Partigiane e nelle zone limitrofe. «Se vengono sottratti questi parcheggi mentre ancora è chiuso il parcheggio sotterraneo di Piazzale Kennedy, è chiaro che il quartiere può andare in enorme affanno», ha avvertito.
L’apertura del parcheggio di Kennedy rappresenterebbe quindi, secondo il Municipio, una sorta di compensazione indispensabile: «Se si riesce a controbilanciare in maniera quasi identica la perdita dei parcheggi con l’acquisizione dei parcheggi a Kennedy, il quartiere può sopravvivere».
Waterfront, la viabilità è ormai normalizzata
Dopo le difficoltà delle prime settimane, la situazione della mobilità legata al nuovo waterfront e al centro commerciale viene invece considerata sostanzialmente positiva. Rinaldi ha ricordato il giorno dell’inaugurazione, caratterizzato da una concomitanza di eventi e dalla congestione della viabilità cittadina, definendolo «la tempesta perfetta». Successivamente, però, «la situazione mi pare completamente normalizzata». Un ruolo importante è svolto anche dai circa 750 posti auto presenti sotto il Waterfront Mall: «Costituiscono senz’altro una riserva assolutamente importante».
Nuovo semaforo in Corso Marconi: «Non ci saranno due semafori a pochi metri»
Rinaldi ha poi chiarito il futuro del nuovo impianto semaforico già installato in Corso Marconi ma non ancora attivo. Il semaforo entrerà in funzione soltanto quando saranno terminati i lavori del parco e quelli relativi ai quattro assi. Servirà a creare un collegamento diretto tra Piazza Rossetti e l’ingresso del parco.
«Quando sarà attivo quel semaforo verrà rimosso il semaforo che adesso è in Corso Marconi», ha spiegato Rinaldi, escludendo quindi il rischio di due impianti ravvicinati capaci di creare problemi al traffico. Secondo l’assessore, la nuova configurazione dovrebbe rappresentare un miglioramento dal punto di vista trasportistico.
Sicurezza, «il buco nero è Punta Vagno»
Guardando al quadro generale, Rinaldi definisce il Medio Levante «un territorio obiettivamente piuttosto tranquillo sotto il profilo della sicurezza». Ma individua un’eccezione precisa: «L’unico grande buco nero che abbiamo è la spiaggia di Punta Vagno e il litorale, per quanto riguarda in particolare la movida o malamovida estiva».
Il Municipio, ha spiegato, ha più volte richiamato l’attenzione delle istituzioni superiori sulla necessità di intervenire. Tra le proposte avanzate c’è stata anche quella di estendere all’area della Foce la cosiddetta zona rossa dei Daspo, attualmente riferita al centro storico.
«Avremmo voluto che venisse estesa fino all’area del Baretto», ha precisato Rinaldi, ricordando che la proposta era stata avanzata in Consiglio Comunale nel novembre 2025 ma non era stata accolta.
L’obiettivo sarebbe stato fornire alle forze dell’ordine uno strumento ulteriore per intervenire anche nei confronti di persone che non commettono reati, ma che assumono comportamenti molesti o inopportuni.
Nel frattempo, nella zona del Baretto è stato garantito dalle forze di polizia un presidio fisso almeno nei fine settimana, cioè nei momenti considerati maggiormente critici.
Più telecamere: «Continueremo a combattere per reperire le risorse»
Un’altra richiesta del Municipio riguarda il potenziamento della videosorveglianza. «Chiediamo spessissimo con convinzione maggiori telecamere», ha affermato Rinaldi, sottolineando che si tratta di richieste nate anche dal confronto costante con le forze dell’ordine.
Il Comune, ha riferito l’assessore, non sarebbe contrario all’incremento della videosorveglianza, ma al momento mancherebbero le risorse economiche. «Noi continueremo a combattere perché vengano reperite», ha assicurato Rinaldi, evidenziando la doppia funzione delle telecamere: non soltanto repressiva, ma anche «preventiva e deterrente».
Bici a noleggio, poche segnalazioni ma il problema sono i parcheggi
Infine, un riferimento alla presenza delle biciclette a noleggio. Le segnalazioni, secondo Rinaldi, non sono numerose e il servizio viene giudicato positivamente per quanto riguarda la mobilità sostenibile, soprattutto lungo Corso Italia, area particolarmente adatta alla mobilità dolce. «Personalmente non ho nulla in contrario», ha spiegato. L’unico problema riguarda il modo in cui alcuni mezzi vengono lasciati: «A volte le biciclette vengono abbandonate in maniera incredibile, mezzo per strada, lasciate così in mezzo alla strada».
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