Scajola: “Nel 2027 non mi candido in Parlamento e il governo approverà il terzo mandato per i sindaci”

di Gilberto Volpara

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Il sindaco di Imperia: "Mi chiamano Faraone perchè io decido"

Scajola: “Nel 2027 non mi candido in Parlamento e il governo approverà il terzo mandato per i sindaci”

 

Lo identificano sia come Faraone che Claudiano, a Imperia. Mica è infastidito chi ha fatto quattro volte il ministro della Repubblica: “Mi chiamano così perché decido. Nonostante questo, in giunta, ho giovani bravi che stanno crescendo. Chi si sente meno Faraone non si circonda di gente brava perché ha paura che gli tolgano il posto. Non è il mio caso”.

 

L’antipasto è servito. Neppure le temperature torride dell’agosto ponentino turbano l’analisi del sindaco e presidente della Provincia di Imperia, Claudio Scajola.

 

A “Io” il format di Telenord, dichiara: “Me l’hanno già chiesto, ma oggi preferisco lavorare per il mio territorio e non candidarmi al Parlamento. È questione di scelte personali per fare ciò che, ancora, mi entusiasma. Tuttavia, aiuterò Forza Italia con le persone migliori e sono convinto che si andrà al voto con le preferenze, dunque, con una differente legge elettorale. Al tempo stesso, resto certo che verrà approvata la possibilità del terzo mandato per i sindaci sopra i 15 mila abitanti e io tornerò a chiedere il consenso ai miei concittadini”.

 

Davanti alla pista ciclabile di Porto Maurizio è uno Scajola rilassato, a cuore aperto: “Dico no perché Marina Berlusconi è contraria? Ciascuno può dire ciò che vuole, lei è una persona che stima sebbene non ci sia un rapporto di frequentazione. Forza Italia alleata con Vannacci? No. Pur convivendo pochissimo delle proposte emerse, riconosco che ha saputo trovare il suo spazio”. Al centro destra servono più idee liberiste, maggiore presenza nell’elettorale rassegnato contro una sinistra totalmente priva del suo centro. Dove sono i Veltroni e i Franceschini? La politica significa aprire il petto e decidere, il caso Lega è emblematico: le critiche, ma non il coraggio di una proposta alternativa. Zaia? Ha avuto il consenso in quel momento, ma nonostante la persona di valore ha avuto timidezza”.

 

Lo sguardo va, pure, al passato: quale l’errore più grande che si rimprovera nella lunga carriera politica caratterizzata da crolli e risurrezioni? Nulla, semmai qualcosa di non modificabile perché io sono uno che si butta avanti. Spesso, sono stato vittima di strumentalizzazioni con frasi decontestualizzate come quella su Biagi. E sulla casa del Colosseo a sua insaputa? Era davvero così, ma nessuno lo sa. Sarebbe bastato leggere le carte del processo, confermato con l’assoluzione”.

 

Poi, i riferimenti a Bucci, alla frontiera di Ventimiglia nel caos internazionale e, davanti alla caricatura di Davide Sacco che lo ritrae come sollevatore di pesi, la grande emergenza del momento: “Imperia dovrà puntare su sole, mare e olio e al tempo stesso, un po’ tutti, non possiamo dimenticarci di lavorare per costruire sbarramenti perché appennini e alpi liguri sono ricchi d’acqua. Non possiamo continuare a disperdere oltre il 40% per reti vetuste, noi a Imperia l'abbiamo iniziato a fare anche se sono investimenti che non si vedono”.  

 

 

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