I lavoratori
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Redazione ·
di R.C. ·
Dopo Borgio Verezzi, le restrizioni riguardano Pietra Ligure e parte di Villanova d’Albenga. Vietato bere l’acqua del rubinetto e utilizzarla per cucinare
Sono quasi 12mila le persone interessate dalle restrizioni sull’acqua potabile nel Ponente savonese, dopo il rilevamento di valori di PFAS oltre i limiti consentiti. Ai poco più di duemila residenti di Borgio Verezzi si sono aggiunti oltre ottomila abitanti di Pietra Ligure e circa 1.500 persone, pari a metà della popolazione di Villanova d’Albenga. Da questa sera sono previste autobotti anche nella frazione di Ranzi.
L’allarme era scattato a Borgio Verezzi e, dopo i successivi controlli, la criticità è emersa anche negli altri due Comuni. I sindaci hanno quindi disposto limitazioni all’utilizzo dell’acqua: non può essere bevuta né impiegata per cucinare. I PFAS sono sostanze chimiche di origine artificiale, note per la loro persistenza nell’ambiente e per i possibili rischi per la salute.
La vicenda è stata affrontata in una riunione in Provincia a Savona, alla quale hanno partecipato i sindaci dei territori interessati e i rappresentanti di ARPAL, Regione Liguria, ASL e dei servizi ambientali. L’obiettivo è individuare soluzioni rapide per ridurre i disagi e ripristinare condizioni di sicurezza nell’approvvigionamento idrico.
Nel bacino del torrente Maremola sono stati effettuati sette campionamenti, dall’area a monte di Magliolo fino alla foce. I risultati definitivi sono attesi verso la fine della prossima settimana. Nel frattempo, si stanno valutando interventi sui pozzi che presentano criticità, attraverso bypass per escluderli temporaneamente dalla rete e impianti di filtrazione. Tra le possibilità esaminate c’è anche l’installazione di sistemi condivisi tra più pozzi, in funzione dei risultati delle analisi.
A Borgio Verezzi, il gestore Servizi Ambientali ha effettuato un sopralluogo al pozzo Maria Luisa, dove sono stati rilevati valori fuori norma, per valutare l’installazione di un impianto di filtraggio. La realizzazione richiederà però tempi lunghi, nell’ordine di alcuni mesi. Il sindaco Renato Dacquino punta a ripristinare l’acqua potabile in tutto il Comune entro Natale. A Pietra Ligure, il sindaco De Vincenzi sta valutando ulteriori misure per limitare le conseguenze dell’emergenza, compreso il ricorso a serbatoi per le strutture più delicate, come scuole e asili. Tra le preoccupazioni c’è anche il possibile impatto sull’ospedale Santa Corona. L’Area Sociosanitaria Locale 2 ha comunque comunicato che le attività cliniche proseguono regolarmente e che, al momento, non si registrano ripercussioni sull’assistenza ai pazienti. La direzione medica ha predisposto misure precauzionali. A Villanova d’Albenga, invece, il sindaco Pietro Balestra confida in una soluzione nel giro di pochi giorni. Si lavora per chiudere il pozzo interessato e realizzare un bypass che consenta di ripristinare l’erogazione di acqua potabile a tutta la cittadinanza.
Resta da chiarire l’origine della contaminazione. Tra le ipotesi al vaglio figurano anche possibili residui di schiumogeni antincendio utilizzati durante gli interventi dei Canadair e l’eventuale contributo di attività produttive nelle aree industrializzate. Nel corso della riunione in Provincia è stato precisato che, allo stato attuale, non ci sono elementi che colleghino il problema alle discariche del territorio, compresa quella di Magliolo.
La Provincia ha chiesto ai gestori del servizio idrico, SCA e Acquedotto San Lazzaro, di fornire tutti i dati disponibili per programmare interventi mirati. La priorità è accelerare le verifiche e individuare soluzioni efficaci: oltre ai disagi quotidiani per migliaia di persone costrette a rifornirsi alle autobotti, la situazione rischia infatti di avere conseguenze anche sulle attività economiche del territorio.
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