Polizia
Genova, intervento per lite in famiglia fa scoprire anni di maltrattamenti
R.C. ·
di R.S. ·
Gli investigatori ricostruiscono gli spostamenti dell’auto coinvolta negli episodi tra Monteverde e Testaccio. Sotto esame gli elenchi delle minicar vendute
Dieci filmati potrebbero aiutare a fare luce sulle aggressioni avvenute tra il 4 e il 5 ottobre nei quartieri romani di Monteverde e Testaccio. Gli investigatori hanno raccolto le immagini di quaranta telecamere, ma soltanto una parte delle riprese è risultata utile per seguire gli spostamenti della minicar sospettata di essere coinvolta negli episodi.
L’auto compare nei video come una sagoma scura, difficile da identificare a causa dell’illuminazione notturna e dei riflessi dei fari. Per risalire ai responsabili, gli inquirenti stanno quindi passando al setaccio ogni dettaglio visibile: dalla targa a eventuali graffi o adesivi sulla carrozzeria.
Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Ambrogio Cassiani, si avvalgono anche dei software utilizzati dagli specialisti del Ris, che consentono di migliorare la qualità delle immagini. Tra i materiali acquisiti figurano le registrazioni delle telecamere di alcuni distributori lungo la circonvallazione Gianicolense. In particolare, i carabinieri hanno recuperato una scheda microSD dall’impianto Ip al civico 113.
Parallelamente, i carabinieri della stazione di San Pietro e la polizia locale di Monteverde stanno seguendo altre piste. Sono stati contattati anche gli autosaloni: un rivenditore avrebbe già consegnato agli investigatori l’elenco delle minicar vendute, nella speranza che possa contribuire a restringere il campo delle verifiche.
Un altro elemento al vaglio è un cappello perso da uno degli aggressori nei pressi di Ponte Testaccio. Il reperto potrebbe contenere tracce biologiche utili all’identificazione.
Gli investigatori stanno inoltre approfondendo la denuncia presentata da un avvocato, padre di due minorenni, per il furto di una minicar diesel nera. Il mezzo sarebbe stato sottratto dopo le 20.30 del 5 ottobre, una circostanza che potrebbe rivelarsi importante per ricostruire la vicenda.
Gli episodi contestati avrebbero coinvolto ciclisti, pedoni e persone in monopattino, fatti cadere sull’asfalto dopo essere stati urtati o spinti. Ora l’obiettivo degli inquirenti è incrociare testimonianze, immagini e reperti per individuare il veicolo e identificare chi si trovava a bordo.
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