Ravenna punta sull’innovazione: AI, 5G e cybersecurity per il porto del futuro

di Redazione

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Ravenna punta sull’innovazione: AI, 5G e cybersecurity per il porto del futuro

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale accelera il percorso verso la digitalizzazione del porto di Ravenna, affiancando agli investimenti tecnologici un programma dedicato alla formazione del personale. Si è conclusa la prima fase delle attività di aggiornamento rivolte ai dipendenti e alla Direzione dell’Ente, con l’obiettivo di preparare la struttura alle nuove sfide legate all’Intelligenza Artificiale, alla trasformazione digitale e alla sicurezza informatica.

La strategia parte da un presupposto preciso: l’innovazione tecnologica può essere realmente efficace soltanto se accompagnata da competenze adeguate. Per questo il percorso formativo punta a costruire una cultura organizzativa capace di affrontare il cambiamento, favorendo un utilizzo consapevole, responsabile ed etico delle nuove tecnologie.

«Investire nelle tecnologie avanzate richiede parallelamente la creazione di una cultura organizzativa capace di accoglierle, riducendo le resistenze al cambiamento e garantendo un utilizzo etico, responsabile e consapevole degli strumenti», sottolinea il presidente Benevolo.

Particolare attenzione è stata dedicata all’Intelligenza Artificiale. Il programma mira a fornire al personale gli strumenti necessari per comprendere come l’AI possa modificare processi e attività dell’Ente, affrontando anche gli aspetti legati all’etica e alla conformità normativa.

La formazione ha interessato trasversalmente sia le strutture amministrative sia quelle operative, con l’obiettivo di diffondere competenze all’interno dell’organizzazione. Il personale sarà così chiamato non soltanto a utilizzare gli strumenti di AI, ma anche a saper formulare richieste efficaci, valutare criticamente le risposte ottenute e verificarne l’affidabilità.

L’intelligenza artificiale viene quindi considerata come uno strumento a supporto delle persone e della produttività, da utilizzare attraverso capacità di analisi, pensiero critico e problem solving.

Il percorso formativo si inserisce nella più ampia strategia di investimenti tecnologici dell’Autorità. Tra i progetti principali c’è il Port Community System, già operativo, che consente di collegare in un unico ambiente digitale le amministrazioni pubbliche presenti nello scalo – tra cui Agenzia delle Dogane, Capitaneria di Porto, Polizia di Frontiera, Guardia di Finanza e Sanità Marittima – e gli operatori privati.

A questa infrastruttura si aggiungerà una nuova Data Platform, destinata a raccogliere e analizzare in tempo reale i dati relativi ai flussi logistici. L’obiettivo è trasformare progressivamente il sistema digitale del porto in uno strumento capace non solo di favorire lo scambio di informazioni, ma anche di supportare decisioni e attività in un’ottica pienamente data-driven.

Un altro tassello è rappresentato dalla nuova rete 5G privata dell’Autorità, pensata per garantire connessioni ad alte prestazioni e consentire la gestione sicura di grandi quantità di dati. La tecnologia sarà inoltre fondamentale per lo sviluppo del Digital Twin, il gemello digitale del porto di Ravenna.

Attraverso un modello tridimensionale aggiornato costantemente, il Digital Twin consentirà di simulare diversi scenari e prevedere possibili situazioni operative, dalle condizioni meteorologiche ai flussi di traffico, fino agli interventi di manutenzione. Una tecnologia destinata quindi a migliorare la capacità di analisi e pianificazione dello scalo.

Sul fronte della sicurezza informatica, l’Autorità ha rafforzato il proprio sistema di controllo attraverso il progetto “MACSecurity”, finanziato dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Nell’ambito del progetto è stato attivato un Security Operation Center, oggi pienamente operativo, per monitorare costantemente i sistemi informatici.

L’Autorità, inoltre, in quanto soggetto essenziale nell’ambito della Direttiva NIS2, sta completando il percorso di adeguamento alle nuove disposizioni sulla cybersecurity. La piena conformità è prevista entro ottobre 2026 e comporterà ulteriori interventi sulle infrastrutture e sulle procedure interne, con l’obiettivo di assicurare continuità operativa e una maggiore capacità di risposta in caso di attacchi o incidenti informatici.

«L’obiettivo affidatoci dall’Ente è trasformare il porto in un ecosistema digitale, capace di integrare infrastrutture fisiche e piattaforme informatiche, dati e processi, persone e tecnologie», spiega Angelo Mazzotti, Direttore della Transizione al Digitale e Sostenibilità Ambientale dell’AdSP.

Mazzotti evidenzia inoltre come la cybersecurity sia ormai una componente strategica della gestione portuale e non più soltanto una questione tecnica. L’ambizione è quella di costruire uno scalo sempre più intelligente e sicuro, nel quale innovazione tecnologica e sostenibilità possano contribuire insieme alla competitività del territorio e al miglioramento delle condizioni di lavoro.

Con la conclusione della prima fase della formazione, l’Autorità conferma dunque una linea strategica che mette al centro il rapporto tra tecnologia e capitale umano. L’obiettivo finale è accompagnare il porto di Ravenna verso un modello di smart port, nel quale dati, Intelligenza Artificiale, infrastrutture digitali e competenze professionali lavorino insieme per rendere lo scalo più efficiente, sicuro e pronto ad affrontare le sfide della nuova era dell’innovazione.

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